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                                                                                                                                                                  film

 

IL SEME DELL'UOMO

di Marco Ferreri

con Anne Wiazemsky, Marco Margine

Italia, Francia - 1969 - 113'

 

Cino e Dora stanno tornando a casa. Nella sosta all'autogrill una trasmissione televisiva avverte che un segnale giallo indica i luoghi contaminati dalla peste ma il clima generale è rassicurante, alla radio trasmettono canzonette... (una è "La collanina", un inedito di Gabriella Ferri)

Ripreso il viaggio, all'uscita di una lunga galleria, i due però si trovano in un mondo sconvolto da una terribile pestilenza e i militari li avvertono che dovranno cercarsi una casa e cavarsela da soli.

 

E così Cino e Dora si sistemano in una casa vicino al mare (il Forte di Macchiatonda vicino Capalbio) e cominciano a sopravvivere con quello che trovano.

Dai racconti di altri sopravvissuti di passaggio capiscono che l'umanità si sta estinguendo e il compito più importante degli uomini adesso è di fecondare le donne.

Cino è collaborativo ed entusiasta, Dora no. Ma quando arriva un'altra donna disposta ad essere fecondata da Cino, Dora, che è riuscita ad avere la meglio mentre l'altra cercava di ucciderla, si vendica servendola come cibo all'inconsapevole Cino. Non significa che ha cambiato idea tanto che Cino, alla fine, riesce a fecondarla solo dopo averla drogata.

Finale a sorpresa.

 

Siamo davanti ad una fantascienza particolare, molto italiana, senza alcun effetto speciale tranne la balena morta sulla spiaggia (un omaggio al mostro di Fellini de La Dolce vita?) anche se è da assimilare alla scenografia; film italiano anche per l'andatura intimista e intellettuale dove da una parte c'è l'insopportabile Cino maschio procreatore sopraffattore e dall'altra Dora che rivendica scelte proprie (siamo nel 1969) al di là dei bisogni dell'umanità intera.

 

I ruoli secondari sono stati affidati a non professionisti che nel film avevano altri ruoli produttivi: Luciano Odorisio che era l'aiuto regista, Marco Vulpiani era il direttore della fotografia,  Sergio Giussani era il produttore e cassiere del film, Mario Bagnato era l'assistente operatore.

Marco Ferreri si regala il cameo del proprietario di una casa morto sotto il portico.


Sempre a proposito di scenografie e citazioni, nel museo messo su da Cino dentro la casa, le immagini dei voli spaziali sono tutte foto di scena da 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick.

 

fiore di cactus :)

 

 

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