produzioni

 

...IN MOBILE

 

Eppure non è che ci voleva molto per capirlo...

Almeno non doveva volerci molto dato il mestiere che mi vanto di fare e cioè "il cinema", anche se in maniera marginale, cinema che è per definizione l'arte del movimento.

 

Evidentemente la percezione ma soprattutto la formalizzazione delle cose ha un suo tempo di stratificazione prima che venga alla consapevolezza.

Venezia non la posso raccontare con una foto, nemmeno con le tante, tantissime foto, qualcuna anche buona, che ho fatto il questo tempo veneziano ormai molto lungo.

Venezia è movimento, più di altri luoghi, almeno se Venezia la vuoi raccontare guardando all'unico elemento che la rende unica: l'acqua.

E l'acqua non è mai ferma.

In questo senso Venezia prima ancora di essere la città della luce (da Tiziano in avanti), è città del movimento e in quanto tale l'unico modo per poterla raccontare, almeno per me, è il "cinema"

Le foto in questa nuova permanenza veneziana, sono diventate clip.

 

 

Un campanile, due campanili - Eh sì. Non so bene a cosa sia dovuto l'amore per un luogo che non è quello di nascita, che non ha nulla a che fare con le radici. Non so da dove possa nascere senza voler pensare a sciocchezze esoteriche tipo vite precedenti. So che mi sono innamorata di questo posto, come molti, del resto. E l'amore porta ad essere visionari. O a cercare visioni o ad accorgersene. Dal battello che mi riporta in città da Lido, stasera mi sono accorta che c'è un momento, solo quello, in cui i due campanili di San Giorgio e di San Marco, si sovrappongono e sono uno solo.  E cerchi l'altro dov'è. Poi il battello avanza di poche decine di metri e i campanili tornano al loro posto, sono di nuovo due.

 

SOSPIRIAMO - Ci saranno mille motivi e tutti validi per cui Venezia è diventata la città degli innamorati. Ma di certo i sospiri che danno il nome a questo ponte no hanno niente a che vedere con l'amore. O meglio, se c'è un amore che ha suscitato sospiri è stato quello per la libertà e per la vita. La tradizione vuole che sospirassero (secondo me un eufemismo) i condannati che dalle aule del tribunale venivano portati alle carceri, qualcuno di loro ai Piombi, e su questo "ponte" davano l'ultimo sguardo alla Laguna. Cinismo dei magistrati che hanno voluto finestre? Può darsi ma forse più semplicemente esigenze di mera igiene degli spazi che all'epoca si cercava di arieggiare in tutti i modi unite alle esigenze dell'eleganza e della bellezza. Sospiriamo. Hanno sospirato Giacomo Casanova e Silvio Pellico... Sospiriamo anche noi.

 

SI MUOVE TUTTO - E se non bastasse il continuamente mutevole movimento dell'acqua ...Dico acqua visto che la mia amica Anna rimpiange il mare e dice che la laguna non è mare... Anna, io non so se essere d'accordo, da un punto di vista strettamente geografico hai ragione ma ... anche a me manca il mare "alto", Roma sarebbe perfetta se fosse adagiata sul mare come Napoli ma... ma non mi piace sospirare sulle assenze, preferisco godere di quello che la vita mi ha dato soprattutto in considerazione del fatto che è frutto di mie scelte. La laguna l'ho scelta e non come ripiego ad un mare lontano. No amo il mare di Ostia ma con lo stesso tempo e la stessa spesa con cui da decenni torno in laguna, torno al mare alto delle isole, che siano le Eolie o l'arcipelago toscano. E' che in laguna ci torno più spesso. E, per riprendere il filo del discorso, solo qui si muove tutto tanto così. Qui si muove l'acqua, si muovono i vaporetti, si muovono le barche, si muovono i vaporetti ancorati, si muovono le motonavi, su muovono i veneziani con il loro passo veloce, si muovono i turisti con il loro passo meravigliato, si muovono i bambini che qui scorrazzano come in nessun altro posto di questo terzo millennio, su muovono i gabbiani, si muovono i piccioni... E detto così sembra un posto da pazzi, dove non puoi che soffrire di vertigine. E invece... pafff... tutto si muove e io, come dentro un effetto speciale, resto finalmente ferma e intorno c'è silenzio. E nello stesso tempo, tutto il movimento (che segna inevitabilmente lo scorrere del tempo) dilata all'infinito il mio tempo del cuore e un attimo, tra vaporetto, gabbiani, piccioni, turisti, veneziani, acqua... diventa una eternità.

 

SI MUOVE SEMPRE - Non sono mai riuscita a vedere sul serio un film di Antonioni. Come altri autori-divinità di quegli anni, evidentemente ho avuto bisogno di diventare grande. sono riuscita a "innamorami" finalmente di Fellini per primo, poi di Pasolini. Prima o poi toccherà anche ad Antonioni. Un anno fa, quando preparavo il corto di montaggio sui Leoni d'Oro per i 70 anni della Mostra, sono incappata in una scena di Deserto rosso, dove lei dice una cosa che ho sempre pensato del mare "si muove sempre". Solo che lei è angosciata, io ho sempre trovato che questo continuo movimento sempre diverso, mai uguale, rende il mare un posto dove posso stare ore e ore senza fare niente e senza annoiarmi. Come davanti ad uno spettacolo.

 

LA PARTIGIANA (basamento di Carlo Scarpa) - Si può dire che se ho "scoperto" Venezia e se adesso ne scrivo davanti a questa mia "finestra sul cortile" romano, in qualche maniera lo devo a Carlo Scarpa. Un giorno a Venezia, molti anni fa, organizzarono una mostra a lui dedicata e per me romana che, come tutti gli altri, all'epoca mi accontentavo di vivere dell'immenso patrimonio artistico e museale esistente ed ero lontana dalla logica dei grandi eventi, mi sembrò bellissimo che una mostra fosse dislocata in più punti della città; quella in fondo era solo in due posto, all'Accademia e alla Fondazione Querini Stampalia che Carlo Scarpa aveva restaurato con una attenzione meticolosa, progettando anche i bulloni del ponticello di accesso. Ci andai con un collega di studio, in effetti il mio capo, che già dalla prima sera a cena, nel ristorante di "Anonimo Veneziano" sarebbe diventato il mio socio di studio, o più correttamente, io sarei diventata la sua socia. Essere nel momento giusto al posto giusto: lui aveva deciso di dare una svolta al suo studio di architettura, io avevo la giusta quota di vitalità per avventurarci. Mi sarebbe piaciuto conoscere Carlo Scarpa perchè da tutto quello che ho letto e visto, era persona singolare: cattedra in progettazione ai Tolentini, in realtà non si era mai laureato in Architettura, forse perchè ai suoi tempi quella laurea non esisteva ma diplomato in Architettura all'Accademia di Belle Arti. La laurea i Tolentini gliela conferirono honoris causa nel 1978 ma non potè ritirarla perchè morì in Giappone dopo essere scivolato per le scale dell'albergo e aver battuto la testa. Povero... Alla Querini Stampalia c'era un video dove parlava del tecnigrafo e diceva qualcosa che è diventato il mio credo a proposito delle nuove tecnologie: "Con la matita si possono fare alcune cose, con le squadrette altre, col tecnigrafo altre ancora. Ogni strumento ha le sue potenzialità". Autocad gli sarebbe piaciuto moltissimo. La società pensata quella sera e poi fondata mi ha permesso di comprare questa casa romana. E di Venezia mi sono perdutamente innamorata.  

 

DONDOLANO - Dondola dondola dondolì, dondola dondoila là....A furia di voler diventare veneziana, forse negli anni del furore, ho cerato di scoprire cose di cui, effettivamente, ai veneziani non importa molto; per esempio dove vanno a dormire i vaporetti quando terminano il servizio. E' un po' come se i romani, per sentirsi autenticamente tali, dovessero conoscere tutte le rimesse dell'ATAC. Figuriamoci! Giusto se lavori nella mobilità. Però a me l'idea che i vaporetti andassero a dormire da qualche parte mi è sempre sembrata molto più poetica dei depositi autovetture. Di posti ne conosco bene due: uno è qui, dalle parti di San Zaccaria, l'altro.... bhe non lo rivelo... Dormono e dondolano. E così, senza gente accalcata, diventano vivi, come nei cartOOni di Disney. E mi hanno ispirato grandi marachelle perchè... I vaporetti non sono chiusi, non hanno porte. L'unica che viene chiusa è quella della cabina di pilotaggio; per il resto il vaporetto dorme e resta aperto. E' severamente vietato salirci sopra. Eh... però... non per spirito di trasgressione, no. Ma per spirito di avventura, perchè quando di notte un vaporetto dorme... allora per un paio di minuti è tutto tuo. Ma la a marachella non si può fare a San Zaccaria nemmeno a notte fonda perchè qui a tutte le ore passano turisti, innamorati.... E poi i vaporetti dormono davanti all'Arsenale, zona militare presidiata. Gli altri posti non ve li dico perchè davvero, non fatelo. E' marachella molto rischiosa. Io non la faccio più da decenni perchè ho paura di cadere in acqua e con l'acqua non si scherza affatto, di beare una multa che mi farebbe piangere per anni...

 

L'ACQUA ALTA ARRIVA COSI' - Piazza San Marco, ultima sera (sig) di questa permanenza. Che l'acqua alta arrivi così, qui e nel resto della città, lo so dagli studi fatti, dalla curiosità e dall'averlo visto. A chi non si è mai chiesto "come": ma davvero credete che dai canali e dalla laguna l'acqua sale come l'onda di piena di un fiume e allaga tutto il resto? L'acqua a Venezia sale dai tombini di scolo che sono collegati direttamente ai canali e così si allagano, più o meno, a seconda dell'ampiezza della marea, anche zone che non sono immediatamente vicine ai canali. Si chiama principio dei vasi comunicanti. Vederlo è sempre strano e in fondo anche poetico; ovviamente per chi non subisce danni a case e negozi e si permette di essere turista o appassionato visitatore romantico. Stasera mi sono fermata a spiare l'inizio (non è stata una marea alta, giusto un po' d'acqua intorno ai tombini della piazza che è, mi sembra, il punto più basso di Venezia rispetto al livello della laguna) e immediatamente si sono fermati un paio di curiosi a chiedersi che cosa mai stessi fotografando (riprendendo) accovacciata nel buio. Qualcuno mi ha chiesto se era acqua. Oh sì che lo è. L'acqua alta vera l'ho vissuta solo una volta, un autunno di un paio d'anni fa: a casa di Stefania sentimmo le sirene che avvisano e mi sono scaraventata fuori, direzione Rialto. Per strada ho comprato le calosce per 15 euro, le ho indossate e viaaaaa. Sensazione stranissima e pericolosa euforia. Raccomandazione ai turisti non avvicinarsi troppo alla riva perchè non si vedono i gradini e spluf... si cade in canale. E mi ricordo l prima immagine dell'acqua alta: su una cartolina che mia cugina Lilli, in gita scolastica, aveva mandato da Venezia, di quelle cartoline anni fatte di tante piccole foto...

 

 

   

LA GIUSTA DISTANZA - Sono anni che va avanti la polemica del passaggio delle grandi navi in laguna e premetto che una posizione non condivisa dalla gran parte dei miei amici, tutte persone colte, sensibili, appassionate d'arte, di architettura, di politica, tutti impegnati sinceramente nel futuro del pianeta. Insomma belle persone che adoro. E però quella delle navi in laguna è questione di "giusta distanza", distanza focale, distanza fotografica. Perchè

tutte le foto che accendono gli animi sono scattate usando teleobiettivi che hanno la capacità di "avvicinare" fra di loro gli oggetti e, quindi, nel nostro caso, di far sembrare molto piùvicine le grandi navi da crociera. Non dico che non sia un problema. Non dico che la laguna sia tanto fragile da dover essere tutelata. E' tanto vero che quella alle acque era la più alta magistratura ai tempi della Serenissima. Tanto vero che i mercantili che fino ad appena vent'anni fa facevano il Canale della Giudecca per attraccare  alcuni a San Basilio, altri a Marghera, adesso entrano da Chioggia e Venezia non la sfiorano neppure. Dico però che l'allarme e il furore di popolo è scattato dopo il naufragio ella Concordia. Dico che le grandi navi in laguna sono pilotate, dico che in laguna non ci sono scogli e inchini. Ma dico soprattutto che non è vero che sfiorano pericolosamente San Marco. Certo, sono molto grandi, più alte del campanile di San Marco, del tutto fuori scala rispetto alla città. Ma fuori scala non solo per Venezia. L'ammiraglia della Costa Crociere con cui sono partita da Venezia, grande come la Concordia, è lunga una volta e mezza piazza Navona. Alla maggior parte dei miei amici, abituati a vivere il mare dalle barche a vela o da potenti gommoni, queste città galleggianti popolate da anziani, pensionati e camerieri filippini, fanno orrore. Personalmente le amo come amo le barche a vela e i gommoni e i pescherecci. E invoco l'obiettività degli obiettivi fotografici.

 

VENEZIARMENIA - Da un paio d'anni la Mostra del Cinema ha un occhio di riguardo in più per il popolo degli accreditati e prolunga la linea 20, che normalmente arriva a San Lazzaro degli Armeni, fino al Casinò del Lido, dietro il palazzo del Cinema. A San Servolo c'è sempre qualcuno che scende o sale. A San Lazzaro a quell'ora del mattino, mai nessuno. E a pensarci bene, non mi sembra di aver visto mai nessuno salire o scendere dal vaporetto anche la sera. D'altra parte questo è il Collegio Armeno, qui non c'è foresteria o sale conferenze; ci sono ragazzi che studiano e il posto è visitabile solo in alcune ore del giorno. Che gli Armeni siano a Venezia da secoli si sa. Ma la cosa che tutte le mattine mi fa sorridere è leggere il nome della barca a vela, almeno 13 mt, ancorata qui davanti: Armenia.

Ovviamente.

 

GRANDE MALTESE - Cinque alberi, chissà quanto lungo... Bandiera di Malta. Inevitabile pensare che se c'è un Corto Maltese, questo è il Grande Maltese. Gli sfiliamo davanti veloci sul vaporetto mentre lui viene trascinato di poppa da un rimorchiatore. Deve essere entrato un paio d'ore fa da San Nicolò e, grande com'è, non poteva attraccare alle Zattere o all'Arsenale. Il rimorchiatore infaticabile e zelante, lo starà portando a San Basilio. Promosso a grande nave. Benvenuto.

...i rimorchiatori... C'è stato un tempo che venivano a dormire alla Riva dei Sette Martiri, davanti all'Arsenale. Li conoscevo tutti. C'era Strenuus, Pardus, Ursus... Poi hanno cambiato casa, sono andati a dormire alla Giudecca, sulla punta vocino a San Giorgio. Poi i vecchi sono andati in pensione e sono arrivati figli e figlie. Ce n'era una che si chiamava Angelina. L'ho vista un pomeriggio trascinare una grandissima nave da crociera. Mi sono sentita orgogliosa. Brava Angelina che ti chiami come me.

 

TROPPO BELLO LUI - Che fasti devono essere stati quelli dei grandi alberghi del Lido: gli eleganti saloni, la musica, lo stabilimento riservato per i clienti... Ce lo ha fatto annusare Luchino Visconti al De Bain del suo Morte a Venezia. Ma l'Hotel Excelsior... ah... E' l'albergo lato mare da dove si passa direttamente dai saloni alla spiaggia. Che meraviglia. Non stupisce che qui, sulla terrazza, sia nata la Mostra del Cinema. E durante la Mostra tutti entrano ed escono, anche senza essere ospiti dell'albergo. Si passa nei saloni, si esce sulla spiaggia... Ci si leva le scarpe e si cammina coi piedi nella sabbia, ci si bagna in Adriatico. E si incontrano gabbiani. Che maraviglia. Un anno mi sono vista in uno dei grandi specchi del salone dove ero per una conferenza legata alla Mostra. E mi sono detta: io devo venire a dormire qui, solo per una notte. E l'ho fatto, a fine ottobre, pochi giorni prima della chiusura stagionale dell'albergo. Ed è stato meraviglioso. Ma questa è un'altra storia

 

ADRIATICO IN CORRUCCIO - Uno arriva qua per la Mostra del Cinema alla fine  agosto che è ancora bello. Di quel bello mite che non fa più il caldo di luglio e agosto. Gli stabilimenti sono ancora aperti, le signore vanno e vengono in bicicletta, molte sono coi nipotini per gli ultimi giorni prima della riapertura delle scuole mentre i genitori sono già tornati al lavoro. Il fine settimana ci sono tutti. E però l'estate è ai suoi ultimi canti. Ogni anno arrivava un temporale che sembrava volersi portare via gazebo e tendoni. Per tre anni mi sono trovata nella necessità di comprare il maglioncino che non avevo messo in valigia. Da un paio d'anni il temporale ci risparmia ma almeno per un giorno l'Adriatico annuncia che tra un po' l'estate è finita. Si gonfia, si arrabbia, viene verso Lido con onde alte che se non ci fosse quel lungo fondale sabbioso farebbero più danni e invece si limitano a dire "stop, divieto di balneazione" perchè non si gioca più, almeno per oggi. Temporale o Adriatico corrucciato, capita sempre il lunedì o martedì, girata la boa dei meravigliosi dieci giorni di cinama, a ricordarci che siamo oltre la metà della nostra vacanza.

 

GRIGIO LAGUNA - Non facciamoci ingannare. Il grigio laguna non è legato alla stagione autunnale o al brutto tempo. Certo, anche. Se è brutto tempo la laguna diventa grigia come qualunque altra parte del mondo. Ma qui il grigio può essere anche un prezioso grigio perla all'imbrunire. O un grigio perlaceo rosato da scirocco o il grigio ovattato della nebbia... Comunque sia, qui il grigio è più bello che altrove;  perchè in linea con un certo carattere crepuscolare della città fin troppo celebrato. Questo grigio fa di Venezia un posto dove si può essere turisti ma dove per viverci senza esserci nati, tocca decidere se Venezia piace o non piace. E non è facile fare una scelta di campo perchè Venezia non è semplicemente in B/N o a colori. Venezia sono tante sfumature di grigio.

 

ROSSO VENEZIANO

 

SENZA PAROLE

 

ISOLE NELLA COR...SA DEL BATTELLO

 

Un paio di sfumature di blu

 

DALL'ALT...ANA

 

 

 

 

 

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