film

INDEPENDENCE DAY

di Roland Emmerich

con Bill Pullman, Jeff Goldblum, Will Smith

USA - 1996 - 144'

 

Sulla targa deposta sulla Luna il giorno del primo sbarco si allunga un'ombra gigantesca: una astronave aliena si è avvicinata alla Terra.

Il crescendo è rapido: cominciano i disturbi alle trasmissioni televisive e nel frattempo viene ricevuto un segnale su tutto il mondo, un segnale che un giovane brillante scienziato scopre essere il modo per coordinare un conto alla rovescia per le tante "piccole" astronavi che si sono staccate dall'astronave madre parcheggiata intorno alla Luna (e grande un quarto di essa)  e si sono posizionate sulle più grandi città di tutto il mondo. Ovviamente per distruggere il mondo.

 

Quattro storie parallele che finiranno per convergere: il giovane Presidente degli Stati Uniti, lo scienziato che è il marito separato e ancora innamorato della brillante assistente del Presidente, un giovane pilota di caccia che aspira allo space Shuttle ma che non ha molte speranze perchè legato sentimentalmente ad un spogliarellista, un alcoolista che sparge diserbanti in campagna e sostiene di essere stato rapito dagli alieni tanti anni prima.

 

Il segnale si ripete e ad ogni passaggio dura di meno. Allo zero, come ormai si sono convinti tutti, le astronavi si aprono, parte un raggio e distrugge le città.

Il Presidente e il suo staff sono riusciti a salvarsi e scoprono che l'area 51 esiste veramente e veramente conserva una astronave aliena che si sta studiando da anni, all'insaputa perfino dello steso capo della nazione. E nella base arriva il pilota che è riuscito ad abbattere un caccia alieno e a catturarne l'occupante.

Sembra non ci siano speranze per l'umanità perchè le macchine aliene hanno uno scudo che rende inutili perfino le armi atomiche ma sarà lo scienziato a pensare ad un "virus" informatico che abbatterà le difese permettendo l'attacco che era stato coordinato in tutto il mondo con il vecchio codice MORSE.

Frammenti di navicella madre stile fuochi d'artificio visto che la vittoria arriva il 4 luglio.

 

M è sembrato subiti il RMK ragionato de La guerra dei mondi, non solo per la muta e inappellabile finalità di distruzione dell'umanità ma soprattutto pel la soluzione "virus", anche se intelligentemente informatico dati i tempi.

Per il resto con un regista come Emmerich, il prodotto è garantito: ritmo, grandi inquadrature, scrittura senza sbavatura alcuna, ottima recitazione condita perfino da qualche punta di ironia.

Buono.

 

fiore di cactus :)

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