soggettive
"Inception",
Di Caprio ladro di sogni
Cercare di dare un senso al nuovo film di Christopher Nolan (Memento,
Insomnia, Batman: The Dark Knight), Inception, con cui Leonardo di
Caprio torna sugli schermi dopo Shutter Island di Martin Scorsese, è
un'impresa che forse nemmeno il regista riuscirebbe a fare - e non
sembra volerlo. Il film, che uscirà sugli schermi americani il 16 luglio
(il 24 settembre in Italia) è tipico del regista, che ci ha lavorato per
otto anni: flashback, alternanza fra sogno e realtà, immagini distorte e
effetti che rimarranno a lungo nel ricordo del pubblico. Il tutto senza
3D e con poco computer ma utilizzando i vecchi trucchi di Hollywood: set
rotanti, persone appese a cavi, cineprese in movimento.
Leonardo Di Caprio è Dom Cobb, ladro specializzato nell'arte di carpire
i segreti nascosti nel profondo delle persone mentre sognano. Ma ha
anche un'altra abilità: inserire nella mente delle persone, proprio
mentre dormono e dunque sono più vulnerabili, il seme di un'idea, di
un'ossessione. Potrebbe diventare il crimine perfetto ma, per
commetterlo, lui e la squadra che assembla (fra cui la giovane e
talentuosa Ellen Page di Juno) devono penetrare tre diversi livelli
dell'inconscio che diventano sempre più pericolosi e rischiano di farli
rimanere in un limbo onirico per decenni. Ma per Cobb è l'unico modo per
tornare alla vita che ha lasciato alle spalle, ai suoi figli, dopo la
morte dell'adorata moglie (interpretata dall'attrice Marion Cotillard)
con cui divide un tragico segreto.
"E' un
film molto ambizioso - dice Di Caprio, incontrato a Los Angeles prima
della partenza per il tour promozionale del film - Chris è un regista
visionario, il film funziona su quattro diversi livelli dell'inconscio e
devono tutti incastrarsi".
In che modo ha affrontato un soggetto così complesso?
"Ho cominciato leggendo L'analisi dei sogni di Freud e cercando un
approccio scientifico all'interpretazione dei sogni. Ho passato due mesi
con Nolan cercando di scoprire i suoi sogni e come trasferire quelle
emozioni sullo schermo. Mi ha colpito il modo in cui è riuscito a tenere
insieme tutti i fili di una narrazione complicata, con tanti set in
quattro continenti, rendendola comprensibile al al pubblico. E' un
regista di rare capacità raro".
Che uomo è il suo personaggio?
"E' una persona che deve venire a patti con il suo passato, è
ossessionato dalla sua vita onirica e preferisce restare nel mondo del
sogno invece di guardare alla realtà, cioè i suoi figli. Marion
Cotillard è una proiezione, una manifestazione della sua mente, quando
parlo con lei parla a sé stesso. C'è una tensione continua a scavare nel
passato, a comprendere che cosa è accaduto".
Lei sogna? E vorrebbe, potendo, "entrare" nei sogni degli altri?
"Io sogno poco, o forse non ricordo i miei sogni. Solo piccole frazioni,
in gran parte inquietanti... Entrare nei sogni altrui penso sia una cosa
terribile. Ma se potessi, vorrei dividere i miei con quelli di chi
prende decisioni importanti per le sorti del mondo".
E se potesse "impiantare" un'idea, come fa nel film, quale sarebbe?
"Convincere il capo della British Petroleum a risarcire gli abitanti del
Golfo del Messico per i danni procurati all'ambiente (dopo la perdita di
petrolio dalla piattaforma, ndr). Quel che è successo è così da
irresponsabili... Sto lavorando con il National Resources Defense
Council sul processo di recupero, ma la ferita sta ancora sanguinando e
bisogna capire come fermarla. I danni sono enormi, ne sentiremo le
conseguenze per anni. Dovreste vedere tutti il documentario Collapse:
l'autore, Michael Ruppert, ha lavorato trent'anni per dimostrare come la
nostra società dipenda in tutto dal petrolio e come ora il meccanismo
stia crollando. Dovremo trovare un'alternativa. A proposito, Inception è
stato realizzato usando generatori a energia solare, ci tengo a
precisarlo".
In che modo sceglie fra le centinaia di proposte che le arrivano?
"Mi interessa quando posso dare qualcosa a un personaggio. Non penso ad
accettare un genere piuttosto che un altro, non avevo mai fatto film di
fantascienza perché, nonostante mi piaccia vederli al cinema, non sono
mai stato in grado di capire queste storie. In questo, Nolan mi ha molto
aiutato, crede nei mondi che crea e vuole renderli reali quanto più
possibile. Avrebbe potuto rendere il mondo dei sogni con fiori
psichedelici e farfalle giganti, invece ha usato vere location, vere
scene di lotta... E' così bello".
Suo padre è italiano, sua madre tedesca, lei sta seguendo i Mondiali
di calcio?
"Povera Italia! Ho visto la partita, terribile... Io sono nato e
cresciuto in America, la nostra squadra non è tra le favorite e questo
non è uno sport in cui tradizionalmente gli americani hanno successo. Ma
stavolta si stanno impegnando, e io faccio il tifo per loro!".
SILVIA BIZIO per Repubblica.it - 26 giugno 2010
AMCT