io penso

"Inception"-  In occasione dell'uscita italiana 

il regista Christopher Nolan, affiancato dalla produttrice Emma Thomas, ha incontrato a Roma la stampa.



Francesco Lomuscio per FilmUp.it

Considerando il fatto che, concettualmente parlando, questo è un film piuttosto audace, vi aspettavate gli stupefacenti risultati al botteghino?
Credo che i risultati ottenuti dal film siano andati ben oltre le nostre aspettative; la nostra paura principale era che venisse mal interpretato, perché troppo cerebrale, tipo puzzle. Invece, volevamo fare solo un film che fosse divertente per il pubblico, quindi, siamo felici dei risultati.

Quali sono state le fonti d'ispirazione durante la realizzazione del film?
Tra le fonti d'ispirazione letterarie, c'è sicuramente lo scrittore argentino Borges, mentre, per quanto riguarda quelle cinematografiche, sono stato sempre influenzato da Ridley Scott e Stanley Kubrick, infatti, in "Inception" potreste trovare passaggi che ricordano "Blade runner" o "2001: Odissea nello spazio". Comunque, quando ho cominciato a scrivere la sceneggiatura del film, dieci anni fa, era un periodo in cui uscivano al cinema titoli come "Matrix", "Dark city" e "Il tredicesimo piano", i quali spingevano a chiederci cosa fosse reale.


Per spiegare meglio cosa fosse "Matrix" ai dirigenti della Warner Bros, i fratelli Wachowski realizzarono una sorta di grande storyboard. Considerando che anche il vostro film è molto complesso, avete fatto ricorso a stratagemmi simili?
 Io non faccio né storyboard, né disegni, né presentazioni mirate a vendere il film, devo dire che ho reso più difficile la vita dei capi degli studios perché mi sono limitato a scrivere la sceneggiatura e a portargliela. Alcuni l'hanno amata, altri meno, ma hanno capito che l'importante era l'esecuzione, la messa in pratica del film. Man mano che elaboravo gli elementi visivi, poi, li sottoponevo ai capi, che hanno visto il film solo dopo il primo montaggio e da allora hanno cominciato a pensare come commercializzarlo nel modo migliore.

Da dieci anni a questa parte i film di maggiore incasso sono quelli riguardanti il rapporto tra la realtà e la virtualità…
Io sono convinto che il cinema sia il mezzo ideale per esplorare queste realtà alternative, per crearle, grazie a tutti gli strumenti che ha, dalla musica alla fotografia, all'azione e agli effetti speciali.

Parliamo un po' del 3D…
Per quanto riguarda il 3D, ho particolare preoccupazione per quello che attiene alla luminosità dell'immagine, comunque, tutto dipende sempre dal modo in cui il pubblico vuole recepire il film e da come i realizzatori vi vogliono lavorare.

Considerando che il mondo di "Inception" è molto vasto, pensate di sfruttarlo anche per prequel, spin-off o serie a fumetti?
Christopher Nolan: Sicuramente, per me, il mondo di "Inception" è infinito, ora, infatti, stiamo pensando di sfruttarlo in un videogioco, ma potrà essere utilizzato in molte altre maniere. Poi, mi piace l'idea che il pubblico esca dalla sala pensando a quello del film come un mondo infinito.

 

 

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