soggettive

Hanks e le meraviglie della Fisica- Dal Cern parla delle riprese di "Angeli e demoni"

Di solito le interviste alle star si svolgono in luoghi d'incontro "classici": saloni di lussuosi hotel, centri congressi, sale cinematografiche al termine dell'anteprima di un film. Ma l'appuntamento con Tom Hanks, qui alla sede del Cern, avviene in tutt'altro contesto: siamo al Globe, un immenso edificio sferico tutto in legno che fa parte del Centro; e lui è ancora emozionato per la visita appena compiuta alla cosiddetta Cavern, il megatunnel che ospita l'acceleratore di particelle. "Un'esperienza incredibile - racconta - un luogo in cui la fantascienza diventa scienza, un incrocio affascinante tra passato e futuro. Un po' laboratorio, un po' chiesa laica. Non dimenticherà mai quest'esperienza".

Un entusiasmo che appare sincero. Così come l'affetto degli scienziati e dei tecnici che lo hanno accompagnato nella visita guidata al tunnel: Hanks sorride, stringe mani, si fa fotografare innumerevoli volte coi telefonini, ha una parola gentile per tutti. Prima di cominciare il tour de force delle interviste su Angeli e demoni, in cui alterna momenti di massima serietà a battute di spirito.

Come descriverebbe Robert Langdon, personaggio che interpreta per la seconda volta dopo il successo del Codice da Vinci?
"E' un genio interdisciplinare, ha conoscenze enormi in tanti campi dello scibile; e poi nessuno, come lui, sa interpretare il linguaggio dei simboli. Nella carriera può capitare di interpretare ruoli piccoli o grandi, cretini o intelligenti... ma nessuno è intelligente quanto il vecchio Robert! Stavolta, rispetto alla pellicola precedente, è meno romantico e più impegnato in scene d'azione".

E col Vaticano, almeno sullo schermo, i rapporti sono buoni?
"Langdon entra nella vicenda di Angeli e demoni armato di un sentimento di grande freddezza verso la Santa Sede, visti tutti i problemi avuti col Codice da Vinci. Ma poi, come vedrete nei cinema a maggio, le cose andranno diversamente".

Per prepararsi al ruolo, e in generale al film, ha dovuto approfondire le sue conoscenze scientifiche?
"Abbiamo letto molti libri di fisica per prepararci, ma non sono riuscito a finirne nessuno... Una cosa, però, l'ho scolpita nella mente: a livello di esperienza concreta, possiamo arrivare al massimo ai quark. Il resto è teoria. Una teoria che peraltro non comprendo Ma come attore sono bravissimo a fingere di capire tutto".

E della visita appena compiuta all'Lhc, cosa ne dice?
"Siamo tutti confusi su questa storia delle particelle. Io ho capito questo: ci sono due circuiti elettrici, entrambi alla velocità della luce, che si scontrano: creando quello che potremmo definire un nuovo sistema di trasporti...".

Oltre alla scienza, Angeli e demoni è centrato sul potere dei simboli.
"Ben al di là del film, e dunque nella nostra vita, i simboli sono importanti. E lo sono ancora di più per Robert Langdon: studioso capace di cogliere catene di significati in tracce che per gli altri non significano nulla. Quando abbiamo girato a Roma, lavorando in luoghi pieni di monumenti antichi, ro pieno di curiosità, mi facevo tante domande: vedevo un qualsiasi edificio e mi chiedevo 'chi lo ha costruito?'. Chi l'ha pagato? Quali forze, magari oscure, vi hanno trovato dimora?".

Durante le riprese lei ha anche "interferito", in senso buono, con un matrimonio che si stava svolgendo davvero...
"Già. Stavo girando una scena con Ayelet Zurer in piazza della Rotonda, quella del Pantheon. C'erano centinaia di persone, e a un certo punto, come per incanto, è apparsa una sposa, vestita di bianco: l'atmosfera era così festosa, che alla fine l'allegria ha contagiato anche me. E così, su due piedi, ho deciso di accompagnare quella donna e suo padre, facendo loro attraversare quella piazza piena di gente e di attrezzature".

E il rapporto con Ron Howard?
"Non c'è niente che riesca ad abbatterlo, o a distoglierlo dal lavoro. Nemmeno il girare nel cuore di Roma, tra centinaia di turisti. Perfino in quella confusione, ha sfoggiato una fiducia e una sicurezza invidiabili. A me invece la regia non piace: troppe responsabilità".

Ci parla della sequenza del film in cui nuota in una piscina, in costume da bagno?
"Purtroppo Robert Langdon è un supersportivo, fa molte vasche ogni giorno, gioca a waterpolo: per me, già farmi vedere con addosso solo lo Speedo è un trauma. Ma mi sono impegnato, ho lavorato molto, e alla fine ce l'ho fatta a girare quella scena. E tutto per un solo giorno di riprese...".

Dan Brown ha scritto un nuovo romanzo, La Chiave di Salomone: ne farete un film?
"Non l'ho letto, non ne so nulla. E prima di prendere in mano il romanzo, qualsiasi decisione è impossibile. Anche se l'idea di fare re Salomone mi piace parecchio!".


Claudia Morgoglione per Repubblica - 20 marzo 2008

 

"Angeli e demoni" è stato presentato al Cern di Ginevra (n.d.r.)
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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