soggettive: le interviste
Giuseppe
Tornatore su Baaria "Sono i produttori di destra a cercare i
registi di sinistra"
PAOLO D'AGOSTINI per Repubblica.it - 23 settembre 2009
"Durante la lavorazione già cominciavano le polemiche: i soldi del
cinema italiano li ha spesi tutti Tornatore. Improvvisamente tenevano
tutti tantissimo all'azienda di Berlusconi. Ora coro opposto: ho fatto
un patto col diavolo. E il costo è stato malevolmente gonfiato in
proporzione all'antipatia verso di me".
Quanto è questo costo?
"25 milioni. Il Gattopardo oggi costerebbe più di 40 milioni. La
coerenza: essere di sinistra e "prendere soldi da destra". Impostazione
rozza e volgare. Da ragazzo mi scandalizzò che Visconti facesse Gruppo
di famiglia in un interno con Rusconi. "Ma come, il compagno Visconti,
con i soldi dei fascisti". Ma Visconti non ha rinnegato la sua visione.
Io non ho mai subito condizionamenti ideologici. Una sola volta scrissi
un film per Cecchi Gori e lui mi disse lapidario: troppe bandiere rosse.
E non si fece. Medusa fa parte dell'impero Berlusconi, ma io ho fatto il
mio film. Berlusconi ci ha trovato una scena, una battuta che gli sono
piaciuti. E allora?".
Già, le lodi di Berlusconi.
"Speculazioni. Per tre anni di lavoro ho guadagnato gli stessi soldi
presi per La sconosciuta, fatto in un anno".
Le lodi di Berlusconi.
"Io mi sono confrontato con Giampaolo Letta (ad di Medusa, ndr), non con
lui. Questi polemisti lo chiedano ai produttori "di destra": perché non
gli fa schifo fare film con registi "di sinistra"".
Eppure il tema fa sempre presa.
"Casomai mi pare interessante che con Medusa riescano a raccontare le
loro storie artisti ideologicamente non in armonia con loro".
Brunetta ha tirato in ballo Rossellini "prima fascista e poi comunista".
"Brunetta non sa di che parla. Le sue battute da malandrino di periferia
mi disgustano. Nomina Rossellini che non si può più difendere mentre a
Placido l'ha mandata a dire trasversalmente. Secondo lui l'Italia è
abitata da assenteisti e parassiti: sarà vero che lui è così efficiente?
Ha rispolverato una terminologia scelbiana, il "culturame". Scambia le
eccezioni con la massa del cinema italiano fatto di serietà, passione,
sacrificio".
Perché il cinema fa sempre notizia quando se ne parla male?
"Perché funziona la demagogia. Sembra che in Italia non si siano fatti
gli ospedali per colpa del cinema. Semmai il cinema ha contribuito a
sensibilizzare le coscienze sui grandi problemi. È una visione malata
quella di Brunetta. Il cinema italiano è stato messo in ginocchio da
questo governo, e a dispetto di questo ha fatto miracoli. Il malato
dovrebbe essere morto da un pezzo e invece ogni anno ci sono sempre uno,
due, tre film che ricordano al mondo che il cinema italiano esiste. Ma
si informi, Brunetta. Siamo gente che sgobba, che crede, che fatica".
Le lodi in anteprima di Berlusconi non le hanno fatto un favore.
"Io l'ho saputo a Venezia. Aveva chiesto di vedere il film, alla fine
della proiezione organizzata per lui (lo ha visto tutto) sono andato a
salutarlo e mi ha detto delle belle cose. Per me era finita lì. Quando
ho saputo delle sue dichiarazioni ho capito subito che sarebbero state
usate maliziosamente: se ha detto che gli è piaciuto vuol dire che tu e
lui siete "tutta una cosa". Sebbene io ritenga che abbia parlato in
buona fede, mi ha sorpreso che una persona così esperta di comunicazione
abbia tanto sbagliato il timing. Meglio sarebbe stato se i suoi generosi
complimenti si fosse limitato a farmeli privatamente. Ha condizionato?
Non credo. Se così fosse lo riterrei più grave che se Medusa mi avesse
censurato. E nessuno pretendeva un premio "obbligatorio", a Venezia".
Il nonno Cicco del film è suo nonno, papà Peppino è suo padre, e il
bambino Pietro è lei.
"Avevo in testa di restituire la dimensione eroica che da ragazzino
percepivo dal comportamento di chi mi era vicino. Sono nato nel '56. I
racconti della guerra per me erano omerici: come uomini minuscoli
avevano vissuto fatti maiuscoli. L'essere comunista di mio padre ne
faceva parte. Il suo inseguire il sogno di migliorare la vita di tutti
sposando un'ideologia controversa, malvista, sofferta. Il film contiene
nostalgia per una politica migliore. Sono contento che Berlusconi abbia
apprezzato un comunista che tornando dall'Urss capisce che con quel
comunismo non ha niente in comune. Ma non ha citato quando lo stesso
comunista rivendica l'originalità del proprio comunismo non rinnegato".
Il film dice che non basta sventolare stracci rossi.
"Mi sento coerentissimo con quegli insegnamenti. Ho imparato da quegli
esempi a non fare mai l'errore di ritenere che gli avversari sono sempre
e tutti mascalzoni disonesti e stupidi. E tutti quelli che la pensano
come me onesti bravi intelligenti. Succede anche il contrario. Se non si
accetta l'idea del convivere con chi è diverso non si va avanti. Questo
è il bipolarismo. Ecco, forse ho fatto un film sul bipolarismo".
AMCT