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Un altro mondo - Silvio Muccino al suo secondo film

 

Hai definito questo film una sorta di "About a boy"…
Silvio Muccino: Sì, in effetti, quando mi chiesero di raccontare la storia del film dissi che sarebbe stato una sorta di "About a boy" ai tempi di Obama, perché il Kenya è suo il paese di origine. Io vado alla ricerca di storie capaci di emozionare e che mi diano l'occasione di fare un personaggio che sia una sfida. Devo veramente ringraziare Carla per avermi dato una storia che non solo mi ha dato la possibilità di raccontare un paese che non fosse l'Italia, ma di parlare dell'Africa.

Come sono i personaggi femminili di questo film?
Carla Vangelista: Prima del film è nato il libro, che ti lascia grande libertà d'azione, perché, come sappiamo, invece, nel cinema i personaggi femminili sono sempre all'ombra di quelli maschili. Comunque, credo che Livia e Cristina sarebbero state le stesse anche se fosse nata prima la sceneggiatura, perché, pur lasciando il predominio agli uomini, non sarebbero state fragili e di poco spessore.
Isabella Ragonese: Per me interpretare Livia era una grande occasione, perché è un personaggio diverso da quelli che ho precedentemente portato sullo schermo. Poi, penso che Livia abbia un percorso che parte con questa energia nera per poi avere una bellissima apertura. E' un personaggio scritto molto bene.
Maya Sansa: Io penso che Silvio mi abbia fatto un bellissimo regalo, perché Ingrid è una donna che ha già fatto delle scelte ed è il personaggio che lo introduce all'Africa e gli presenta il fratellino.

Avete dovuto sacrificare qualche parte del libro?
Carla Vangelista: Ovviamente, quando trasferisci un libro sullo schermo c'è sempre qualcosa da sacrificare, quindi abbiamo deciso di togliere l'attenzione su alcuni personaggi di contorno e su Tommaso, il quale era molto più presente nel testo scritto, per concentrarci maggiormente su Charlie e Andrea.

Allora parliamo direttamente con Tommaso…
Flavio Parenti: Tommaso è un personaggio diverso da me e ciò, per un attore, è un regalo, perché, per esempio, a me piace molto trasformarmi.

Parliamo del piccolo Michael…
Silvio Muccino: Il piccolo Michael è un talento, ha una capacità d'espressione meravigliosa anche senza dire una parola.
Michael Rainey jr: Silvio è una persona simpaticissima (ride).

Cosa ti sei portato dall'Africa nel mondo occidentale?
Michael Rainey jr: Mi sono portato tanto amore e tante cose belle che non avevo mai visto, poi leoni, facoceri e molto altro.

Uscite in un periodo particolare dell'anno, non avete paura della competizione natalizia?
Silvio Muccino: Noi abbiamo realizzato il film senza pensare assolutamente che sarebbe uscito nei cinema a Natale, poi, però, sono stati i distributori a dirmi che questo, per loro, è un film natalizio. Un film natalizio che si riallaccia non alla corrente dei cinepanettoni, ma a un altro filone che potrebbe essere quello in cui rientrano i lungometraggi di Frank Capra.

 

da www.filmiup.it

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