soggettive
The
Tourist: intervista al regista e al cast
Mirko Lomuscio per filmup.it
Nella sua lunga carriera, Johnny Depp ha lavorato con molti registi
famosi. In questo caso, come si è trovato ad interpretare il personaggio
di Frank?
Johnny Depp: Innanzitutto, sono stato molto fortunato di poter lavorare
con registi come Tim Burton o Jim Jarmusch. Cito solo loro, ma la lista
sarebbe molto lunga. Anche in casi come questo, nel quale il personaggio
va interpretato un po' sottotono, sottotraccia, si cerca di dargli il
grado d'interesse, quel qualcosa che riesca a colpire il pubblico.
Per il regista, invece, come è stato lavorare con due star come
Johnny e Angelina?
Florian Henckel von Donnersmarck: Rispetto a "Le vite degli altri", nel
quale non ho lavorato con nomi particolarmente famosi, non ho avvertito
alcun cambiamento, perché Angelina e Johnny non volevano che io parlassi
con loro come se fossero due star cinematografiche internazionali.
Cosa potete dirci delle critiche non proprio positive che il film ha
ricevuto in patria?
Florian Henckel von Donnersmarck: Dopo "Le vite degli altri", molti si
aspettavano che io realizzassi un altro film cupo e politico, ma io
volevo dirigere qualcosa che fosse leggero. Prima di dedicarmi a "The
tourist", avevo anche scritto una sceneggiatura riguardante una storia
di suicidio, ma io volevo che il pubblico vedesse il mio nuovo film come
un bel regalo di Natale per glorificare la bellezza delle cose.
Nel film sono presenti anche diversi attori italiani, come Christian
De Sica...
Florian Henckel von Donnersmarck: Difficilmente ho visto un attore
capace di combinare così bene umorismo ed eleganza come Christian De
Sica. Pensate che in America, alla Sony, mi hanno chiesto perché un
attore come lui non va a lavorare negli Stati Uniti, ma io ho risposto
loro che ama molto l'Italia. Poi, nel film ci sono anche Alessio Boni,
che avevo visto ne "La meglio gioventù", Neri Marcoré, che conoscevo per
le sue imitazioni dei politici, Daniele Pecci, di cui sono sicuro che
sentiremo parlare molto, e Nino Frassica, per il quale ho scritto il
ruolo dopo che l'ho visto interpretare il carabiniere in televisione. Ma
la cosa buffa è avvenuta con Raoul Bova, talmente bravo e bello che
Angelina, dovendo rinunciare nel film alle sue avance, non riusciva a
darmi un "No" convincente (ride). Dovete essere orgogliosi dei vostri
attori.
I registi europei hanno spesso paura di lavorare in America…
Florian Henckel von Donnersmarck: Certo, anche io ho avuto paura di
andare a fare un film con gli americani, però ciò faceva parte di quello
che mi ha tentato; poi, al corrente del fatto che avrei avuto Angelina e
Johnny, sono stato molto più calmo, perché sapevo cosa erano capaci di
fare. E, se non avessi fatto questo film, avrei avuto sempre il
rimpianto.
Come mai, invece, la scelta di ambientare il film a Venezia?
Florian Henckel von Donnersmarck: Per me Venezia è il terzo protagonista
del film. Avevamo pensato che il posto d'ambientazione del film doveva
essere affascinante quanto i suoi due protagonisti e Venezia, per me,
era da sogno.
Johnny Depp: E' stato fantastico poter girare questo film in un posto
del genere, passare quattro o cinque mesi a Venezia è stato per noi un
dono fantastico. Certo, Angelina è talmente popolare che ci fermavano
sempre, quindi, solo a notte fonda, quando in giro non c'era nessuno,
potevo godere della magia veneziana.
Rivedremo Johnny Depp alla regia di un film?
Johnny Depp: : Sì, ho qualche progetto di regia, questa volta, però,
sceglierò un altro attore e non me stesso, perché interpretare e
dirigere contemporaneamente è difficile.
Quando la smetterà, invece, di imitare Keith Richards?
Johnny Depp: Non smetterò di imitare Keith Richards fino a quando non
diventerò Keith Richards (ride).
AMCT