film

 

IN THE HEARTH OF THE SEA - LE ORIGINI DI MOBY DYCK

di Ron Howard

con Chris Hemsworth, Benjamin Walker, Cillian Murphy, Tom Holland, Ben Whishaw

USA  - 2015 - 121'

 

Ci sono quelli che sono riusciti a leggere l'Ulisse di Joice, quelli che hanno letto senza fatica Il signore degli anelli. Io ho letto tutto Moby Dyck.

Ma non potevo immaginare che ci fosse dietro una storia vera anche se manipolata in termini poetici. E meno che mai che Melville avesse fatto il baleniere anche se solo per una volta anche se la conoscenza della baleneria, a livello di saggio, in Moby Dyck è cosi profonda e dettagliata che forse non poteva essere solo frutto di ricerca e di racconti in conto terzi. Ma mai ho pensato che dietro ci fosse quello che racconta questo meraviglioso film.

E cioè...

Melville va a raccogliere il racconto dell'ultimo (ultimo, non unico) sopravvissuto di una baleniera che dopo il naufragio l'indagine ha stabilito essersi arenata ma che è affondata perchè attaccata da una grande balena bianca.

 

C vuole una grandissima passione per il mare da una pare e per la letteratura dall'altra per fare questo film che è pieno di particolari di navigazione e di vele e di conoscenza di tecniche delle vecchie navi con dinamiche sull'uso delle vele che, almeno in Italia, forse solo gli allievi dell'Amerigo Vespucci possono conoscere.

Un film pieno di termini da navigatori.

Prendi Il groppo... non è necessario essere velisti o navigatori. ma se nel tuo film chiami groppo una tempesta veloce in arrivo, allora hai chiesto e studiato.

 

Per il resto l'impianto è veramente un oceano di familiarità letterarie e cinematografiche, Moby Dick di Melville e John Housto compresi.

Penso a tutte quelle opere, grandi e piccole, della letteratura che sono nate da reali vicende. Penso anche agli escamotage che hanno addirittura inventato documenti a cui ispirarsi (I promessi sposi), tutto al fine di regalarci un affresco cognitivo e storico e... altro.

 

Penso ai racconti di mare e all'Odissea e a Ventimila leghe e a i mostri che diventano ... che diventano?

 

il film ci rivela che Melville ha trascritto la storia vera secondo lo spirito del tempo dove una balena diventa l'incarnazione del nemico degli uomini, un grande leviatano incarnazione del male come era giusto per la sua intenzione poetica, forse per convinzioni religiose, sicuramente per la collocazione culturale ed economica del suo tempo...

L'olio di balena alimentava la luce nelle città e non per caso il film si chiude dicendo che da qualche parte qualcuno ha scavato un buco in terra ed è scaturito un nuovo olio.

 

Tranne quello di Melville e di Moby Dyck, nessun nome familiare: nessun Ismaele, Achab, Pequod...

 

Ma  qualcosa che trasforma e porta a logica conseguenza la balena di  Melville e Houston: mentre prima la balena bianca era un demonio mosso al massimo dall'istinto, stavolta Moby Dyck, da essere superiore come l'ha descritto Melville, è di conseguenza, proprio perchè superiore, essere senziente.

Adesso Moby Dyck odia i cacciatori di balene, li insegue e li punisce.

E parallelamente non c'è nessun odio verso di lei da parte dei balenieri, non c'è nessun Achab che insegue un demonio da abbattere. Ci sono soltanto uomini che devono raccogliere olio di balena e lei è una balena molto grande.

MAGNIFICO.

 

Nessuna novità sui costumi: sono decenni che il cinema ci racconta lo sporco di una vita dura di un tempo molto lontano dal nostro senza doccia tutte le mattine e acqua calda corrente e vestiti facili da lavare.

 

La scenografia non mi sembra frutto di elaborazione digitale e questo è avvalorato dal fatto che buona parte del film è stato girato alle Canarie.

Certo se la nave  fosse frutto di computer grafica (come mi sembrerebbe non sia) allora la computer grafica sarebbe a livelli che ormai non ci fanno distinguere "vero  e falso".

Sempre ricordando che il cinema è sempre solo finzione e quindi "falso" per definizioane.

 

Montaggio nei canoni del 3° millennio: serrato come è giusto.

 

Fotografia ed effetti: questa non è la balena di Houston, non è il mostro che emerge dalle acque come un dio e ci leva il fiato. Questa è una creatura intelligente molto grande. Viene inquadrata dall'alto a raccontare l'esatta proporzione fra lei e la nave. Viene inquadrata mentre scorre davanti allo schermo e sembra non finire mai.

Non è la testa che emerge frontale a levarci il respiro dalla paura: è la sua coda che si abbatte su di noi.

E c'è il suo occhio quando guarda il fiociniere che non riesce a colpirla anche se è molto vicina perchè ormai sarebbe inutile: la nave è persa, non ci sono più barili da riempire ma c'è solo da salvarsi la vita.

 

BELLISSIMO

 

fiore di cactus :)

 

 

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