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Libri: In viaggio con Rossellini

di Adriano Aprà


Pasquale Colizzi

Scrisse J.L.Godard a proposito di India (1959): “Lui è già partito dal punto a cui gli altri arriveranno forse tra vent’anni”. Per essere arrivato “troppo presto”, Roberto Rossellini finisce per essere capito sempre “troppo tardi”. Egli non concede mai niente allo “spirito dell’epoca” o meglio alla moda del momento e non può essere eletto “rappresentante” di qualcosa”. Il campione della nouvelle vague omaggiava così sui Cahiers du cinema un maestro assoluto. Su questa posizione gli altri critici e futuri registi – Bazin, Truffaut, Rivette – che in quegli anni posero Viaggio in Italia, la calata al sud (anche del loro matrimonio) di Ingrid Bergman e George Sanders, al terzo posto tra i dieci film più importanti della storia del cinema. Una classifica che come tutte era relativa ma faceva da manifesto ad una nuova concezione di fare cinema. E Roberto Rossellini, dopo essere stato stroncato per quel film negli Usa come in Italia, dove si rimpiangeva il padre del neorealismo a dieci anni ormai da Roma città aperto, iniziò ad avere problemi a reperire finanziamenti per i suoi progetti. Lui cercava nuovi scenari, nuovi modi di raccontare e tenterà nuovi mezzi, come la televisione.


Fu in quegli anni cruciali che Adriana Aprà (classe 1940), giovanissimo studioso di cinema inizia a interessarsi di Rossellini. Lui confessa leggendo con sorpresa la classifica pubblicata dai Cahiers (n.90, dicembre 1958), rivista di giovani combattivi intellettuali quasi naive, ancora sconosciuta ai più(specie in Italia). Aprà ha poi avuto una carriera di docente universitario, di critico (Filmcritica, Cinema&Film),

 direttore della Cineteca nazionale e di festival, come quello del Nuovo cinema di Pesaro. L’”ossessione Rossellini” intanto non lo ha mai abbandonato,anzi si è alimentata anno per anno, sfida dopo sfida. Ma non è mai riuscito a scrivere “il” libro che voleva su quello che diventerà anche un amico. In Viaggio con Rossellini (ed. Falsopiano, pp. 225, 15 euro) quindi non è una biografia né una trattazione organica sull’autore. Piuttosto un work in progress che dura da decenni e che rimarrà tale, forse, se è vero che Aprà inconsciamente riconosca che tutto sommato non esaurisce l’argomento perchè non se ne vuole separare.
Oltre alle analisi delle singole opere e dei percorsi trasversali della sua filmografia, Aprà ha aggiunto delle premesse biografiche, testimonianze della sua conoscenza ravvicinata di Rossellini, saggi sul suo modo di produrre e l’ influenza sul “nuovo” cinema, fatto di riprese all’aperto e poi di una via alla docu-fiction che fu un discorso modernissimo (e oggi molto attuale). Ci sono poi riflessioni scritte o trascritte del regista. Temperamento non difforme dalla sua imponente fisicità, Rossellini (Roma, 1906) fu autore che tentava di divincolarsi dall’industria cinematografica perché incline alla libertà espressiva più assoluta. Ricco di famiglia e simpatizzante socialista (il padre, costruttore e tenutario delle prime sale di cinema a Roma, era un ex-garibaldino di origini pisane), divenne in poco tempo paladino della rinascita del cinema italiano, poi traditore dei suoi modelli di riferimento (da destra e da sinistra, per l’impegno sociale e per lo spiritualismo della maturità), collezionista di clamorosi flop, un anarchico che voleva girare con una sceneggiatura aperta, una blasfemia per i produttori italiani e stranieri, infine ideatore di un “cinema didattico” che si appoggiava alla televisione. La fece franca qualche volta, come con Howard Hughes, padrone della RKO, convinto a finanziare Stromboli dalla sua stella più fulgida, Ingrid Bergman, invaghita del cinema e poi dell’uomo Rossellini. Lei lo contattò con una lettera indimenticabile e gli fu vicina nei rovesci più pesanti della sua carriera. Una delle donne che amò nella vita – la stampa si scatenò su questi turbolenti rapporti, se ne parlò anche al Congresso Usa! - insieme alla prima moglie, alla terza, l’indiana Sonali Sen Roy, e all’Anna Magnani che non riusciva a perdonarlo di averla abbandonata.
In viaggio con Rossellini, ed. Falsopiano, pp. 255, 15 euro.

(l’Unità 5 luglio 2007)
 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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