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                                                                                                                                                                  film

 

IO E CATERINA

di Alberto Sordi

con Alberto Sordi, Edwige Fenech

Italia, Francia - 1980 - 105'

 

Enrico, brillante uomo d'affari, č decisamente contrario alle relazioni sentimentali impegnate e impegnative, č stanco sia della moglie che dell'amante e sogna una donne che svolgano in tutta semplicitā sia i compiti domestici che quelli sessuali.

Quando un amico americano gli propone, almeno per le faccende domestiche, il robot tuttofare di recente invenzione, a Enrico sembra il paradiso: Caterina sbriga le faccende domestiche meglio di una donna vera anche perchč non dorme e non mangia ed č di una dedizione assoluta.

Che non sia un paradiso diventa chiaro quando Caterina, la cui dedizione si č trasformata in amore, all'arrivo della nuova amante di Enrico, prima mette a soqquadro la casa, poi si scaglia contro di lui armata di coltello.

Epilogo da dantesca legge del contrappasso: Caterina torna ad essere puntuale ed efficiente ma ha chiuso tutte le cancellate che circondano la casa ed Enrico, che le ha promesso tutto il rispetto che chiederebbe una donna vera, resta praticamente prigioniero.

 

Non č la prima e non sarā l'ultima volta che Alberto sordi dirige se stesso e, senza un regista che lo controlli, finisce per esagerare su se stesso.

Nel complesso, gigionerie a parte,  non č un bruttissimo film, non approfondisce nč le questioni del femminismo visto dagli uomini, nč quelle della robotica, resta nell'ambito proprio di sordi che č la commedia ma non manca di autoironia; non dimentichiamo che Albertone, a proposito del matrimonio, ha detto "E che 'so  matto a prendermi un'estranea in casa?". Se sia vero o faccia parte anche questo del personaggio, non lo sapremo mai.
 

Non stupisce il giudizio severo della critica e nemmeno che la stessa non abbia detto una sola parola sul Caterina: nessuno ha visto certe somiglianze con Maria di Metropolis, nessuno ha detto che non c'era un'attrice molto magra ad indossare un costume rigido ma si č trattato di un pupazzo animato, caso rarissimo nel cinema italiano.

 

fiore di cactus :)

 

 

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