film

J. EDGAR

di Clint Eastwood

con Leonardo DiCaprio, Naomi Watts, Armie Hammer, Josh Lucas, Judi Dench

USA - 2011 - 137'

 

Ormai avanti negli anni ma sempre al suo posto, sempre duro e determinato, J. Edgar Hoover, da 48 anni capo dell'FBI, decide di scrivere il suoi memoriale. Non è tanto un bisogno autobiografico quanto la necessità di celebrare la sua FBI, il bureau che lui ha modificato tanto da essere nei fati una sua creatura; celebrarla nel bene e nel male, nei meriti di avere adottato metodi di indagine scientifica e nei demeriti delle intercettazioni e dei fascicoli segreti da poter sempre usare a fini politici per il bene degli Stati Uniti d'America.

Perchè J. Edgar guarda a questo in maniera ossessiva e maniacale.

Negli anni del proibizionismo, quando era un giovane poliziotto ambizioso,il suo bersaglio ossessivo erano stati i comunisti radicali, poi erano stati i gangster, adesso, a metà degli anni '60, sono le pantere nere e il movimento per i diritti civili di Martin Luther King nei cui confronti Edgar trama per non fargli accettare il Nobel.

Tutto questo nella cornice di una vita privata che è perfino difficile definire controversa perchè Edgar non è affatto tormentato da un quadro canonicamente difficile: l'assoluta adorazione per una madre bella e forte, l'omoessualità che si è risolta nel rapporto di una vita con il suo assistente, una segretaria innamorata che gli è sempre rimasta fedele in silenzio.

 

Clint Eastwood continua a non sbagliare un colpo.

Gira un film "in costume" su una vicenda che è tanto recente che diventa difficile definire "storia" ed è una vicenda, nella sua parte oscura, difficile da digerire. Ma siamo nella democratica America, qui si sono chiamati servizi deviati e le verità diventano al massimo occasione di satira. Hollywood ci fa i film e guadagna denaro.

E a questo aspetto "cinematografico" Eastwood non manca di fare un paio di riferimenti: negli anni '30 il pubblico si identifica nei gangster dei film, negli anni '50 i bambini cominciano a voler fare i poliziotti.

 

DiCaprio, che comincia a "invecchiare", è bravissimo.

 

Personalmente qui avevo a che fare con le due cose che al cinema mi creano difficoltà: le biografie e l'intreccio poliziesco. E invece la mano fecile e leggera di Clint Eastwood riesce a raccontare, con montaggio alternato fra presente e passato, una vita che a sua volta racconta di una serie di indagini. Ovviamente senza che questi pezzi di vita siano una sommatoria sterile.

Bello.

 

 

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