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KAOS - Paolo e Vittorio Vittorio Taviani - 1984 -  Italia - 157'

 

Dalla raccolta "Novelle per un anno" di Luigi Pirandello, una "raccolta" di quattro episodi (cinque nella versione televisiva: "L'altro figlio", "Mal di luna", "La giara", "Dialoghi con la madre" e "Requiem".

Con un corvo che vola sulla Sicilia e lega anche con il suono di una campanella che i pastori gli hanno legato alla zampa per gioco.

 

"L'altro figlio" è forse l'episodio più bello, sicuramente quello storicamente più inquadrato: una donna cerca di mandare ancora una volta una lettera ai figli emigrati in america tramite qualcuno di un'altro "gruppo di sventurati" che stanno per partire. I figli non le hanno mai risposto e lei non ha di che vivere ma per scelta ostinata, si direbbe, perchè in realtà ha un terzo figlio, amorevole, che la segue sempre a distanza facendo finta di pascolare la vacche, lasciandole una tazza di latte, un frutto.

Al dottore che le chiede come mai tanto rifiuto, la donna racconta che quello è frutto di una violenza subita da un brigante liberato nell'amnistia voluta da "Cunebardo" (Garibaldi) quando era venuto a liberare la Sicilia.

"Mal di luna" è la storia di Batà che soffre di licantropia ma non lo ha rivelato alla giovane sposa Isidora. Con la complicità della madre, lei chiede al cugino Saro di passare la notte della prossima luna piena chiuso in casa con lei ma alla fine Saro si impietosirà del povero Batà e Isidora resterà con il marito.

"La giara" è la trascrizione della celebre novella dove i fratelli Taviani hanno voluto Franco Franche e Ciccio Ingrassia che si confermano grandi interpreti.

"dialoghi con la madre" racconta di un ritorno di Luigi al paese di origine dove ritrova lo spirito della madre e i suoi racconti. Commovente l'incontro cin Saro, lo stesso Saro della novella, invecchiato.

 

Bellissima la colonna sonora di Nicola Piovani e straordinaria la fotografia fi Giuseppe Lanci che restituisce una Sicilia assolata, dove sembra che il sole si sempre a picco, dove i personaggi sono immersi senza speranza in una luce accecante senza ombre.

 

Tutto il film ma sopratutto i primi due episodi sono intrisi di una profondissima pietà che spacca il cuore.

 

David di Donatello 1985 per la migliore sceneggiatura (Tonino Guerra, Paolo Taviani, Vittorio Taviani)

David Di Donatello per il miglior produttore (Giuliani G. De Negri, Fulvio Lucisano)

Nastro d'Argento 1995 per la migliore sceneggiatura

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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