Kong non era un attore travestito ma un pupazzo articolato alto circa 45 centimetri, con uno scheletro di acciaio ricoperto di lattice e pelliccia di coniglio.
Fu filmato, immagine per immagine, da Willis O'Brien e dalla sua équipe, su dei plastici rappresentanti la giungla e la città di New York. La tecnica del passo uno era già utilizzata da più di un decennio, ma O'Brien e gli altri tecnici degli effetti speciali hanno saputo miscelarla per la prima volta con altre tecniche, come la retroproiezione e la proiezione miniaturizzata, per mettere gli attori in scene mai viste prima. Oltre a queste due tecniche, O'Brien ne utilizzò una terza, consistente nel filmare gli attori davanti ad uno schermo blu, che permetteva in seguito di inserirli in altre scene. Questa tecnica sarebbe stata utilizzata nella maggior parte dei film di questo genere, fino all'apparizione degli effetti digitali negli anni novanta.

Per le riprese in primo piano furono utilizzati anche numerosi accessori a grandezza naturale, come una mano articolata lunga 2,50 metri, un piede e una testa del mostro in grandezza naturale ricoperta da 40 pelli d'orso e manovrata da quattro uomini all'interno, due busti di una cinquantina di centimetri ciascuno e uno anch'esso di grandezza naturale. Il ruggito di Kong fu ottenuto registrando quello di un leone, abbassato poi di un'ottava.

Ma il film non ha avuto successo solo per la tecnica. La storia dell'amore impossibile che ricorda La Bella e la bestia (per altro citata nel film dal cineasta spregiudicato), ha conferito anche al mostro una sua personalità.