film

 

KING KONG

di John Guillermin

con Charles Grodin, Jeff Bridges, Jessica Lange

USA - 1976 - 134'

 

Jack, un antropologo convinto ambientalista, si imbarca clandestinamente sulla nave di una compagnia petrolifera diretta verso un'isola sconosciuta al largo delle Filippine: sa che hanno una mappa che favoleggia di animali giganteschi e che forse non cercano solo petrolio.

Durante la navigazione viene salvata Dwan, scampata ad un naufragio.

Sull'isola il petrolio non c'è ma ci sono indigeni ostili, un muro altissimo che separa (o protegge) il villaggio dalla foresta, rituali di matrimonio dove non si vede lo sposo.

E Dwan, bella e bionda, viene rapita e offerta a King Kong, una gigantesca scimmia che anzichè farla a pezzi come ha fatto sicuramente con le altre ragazze indigene, si "innamora" di lei, la protegge da tutti gli altri animali giganti dell'isola, la vorrebbe tenere con se ma la nave organizza una spedizione, Jack la libera e Kong viene narcotizzato e rinchiuso nella stiva: la compagnia petrolifera lo userà come testimonial e lo esibirà al pubblico come simbolo di potenza nel tentativo di rifarsi della fallita scoperta del nuovo giacimento.

Andrebbe tutto bene e Dwan, attricetta fallita, avrebbe finalmente il sospirato successo. Ma Kong si libera, le cerca, la trova, la porta sul Trade Word Center, abbatte un paio di elicotteri a manate, lei che in definitiva lo "ama", cerca di proteggerlo dalle raffiche di mitra ma alla fine Kong viene crivellato di colpi e precipita. Muore guardando Dwan che è travolta dal successo e viene separata anche da Jack che la ama davvero ma che non potrà mai darle il lusso a cui lei aspira.

 

Film d'esordio per Jessica Lange.

Prodotto da Dino De Laurentis, effetti speciali di Carlo Rambaldi che per Kong vince il suo primo Oscar. Si tratta di un animatrone (pupazzo telecomandato) alto 12 metri che però viene usato solo in poche scene. Per il resto il regista si avvale di un attore in costume per il quale Rambaldi ha costruito maschere che riproducono la mimica e le emozioni di Kong. Rambaldi realizzò inoltre un braccio meccanico a grandezza naturale per la scene con Jessica Lange. Per problemi di budget non riuscì a realizzare i dinosauri ma solo il serpente di gomma (che arriva provvidenziale nel momento in cui Kong sta levando i vestiti alla piccola bella Dwan). Peccato. Per i dinosauri, dico.

 

Buon successo commerciale:  costato 24 milioni di dollari, ne ricavò circa il doppio solo nelle sale negli Stati Uniti e un totale di 90 milioni di dollari in tutto il mondo.

Al successo di pubblico e ai premi (un Oscar e un Golden Globe) non corrispose, tanto per cambiare, il favore della critica.

Qualcuno ha scritto: "Abbandonata l'idea di riambientare la storia negli anni '30, la produzione decide di trasferirla ai nostri giorni e - per restare allineata alle tendenze del periodo - la infarcisce di superficialissimi luoghi comuni sulla impersonalità del potere capitalistico responsabile di irreparabili danni all'ambiente [...]. Il tema centrale della "bella e la bestia", sviluppato in maniera descrittiva, perde qualsiasi allusività e venatura poetica, per ridursi alle semifarsesche reazioni del mugulante bestione meravigliato dalla bellezza della fanciulla (una Jessica Lange, in realtà, di indubbia presenza scenica). Diretto da un regista più sensibile alle avventure catastrofiche (L'inferno di cristallo) il racconto punta tutto sugli eccellenti effetti speciali senza, tuttavia, riuscire a restituire unità e linearità alla vicenda."


fiore di cactus :)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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