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KOBURN

di Luigi Bonizzato

 

La terra sconvolta dalle radiazioni dell'ultimo definitivo conflitto, si č trasformata in un pianeta-deserto popolato da strane forme di vita, cyborg, mutanti in lotta per la sopravvivenza.
(anno di produzione: 2004)

 

Il corto, che dati i 18 minuti č meglio definire un "medio" comincia bene: immagini di una Terra verde, piena di acque e creature e si capisce subito che si tratta di un passato, forse remoto, date le immagini virate in quei colori delle prime foto a colori degli anni 60 quasi in seppia e dall'effetto vecchio suoer8 con le righe.

Si capisce anche che  il regista si affida molto alla fotografia in questo corto di fantascienza. Ed č giusto perchč il genere ha nella fotografia al cui reparto appartengono gli effetti speciali, il suo punto do forza insieme alle scenografie.

E qui anche e scenografie sono interessanti: paesaggi lunari, aridi, tutto girato virato in giallo.

 

Poi qualcosa comincia a fare acqua, anche se l'ariditā del contesto rende paradossale l'espressione: il ritmo denuncia la lunghezza del corto-medio e ci si aspetta dialoghi e azioni, ci si aspetta sceneggiatura, climax, evoluzione, ci si aspetta un film e invece niente, il corto-lungo va avanti ancora un po' tra prevedibili flash-back su una guerra nucleare e abbastanza interessanti utilizzi di modellini che fanno intuire mutazioni uomo-macchina per arrivare, verso la fine, alle uniche battute in copione dette da un mutato che spiega quello che abbiamo giā n parte capito.

C'č una quasi ultima sequenza del protagonista che si rade davanti a inspiegabili rubinetti cromati in una casa in macerie (ma come fa a trovare la schiuma da barba e le lamette?). E finalmente alla fine, lui incontra la bellona di cui avevamo visto qualche fotogramma e finalmente piove.

 

Ecco come si possono usare bene gli elementi di linguaggio (fotografia e scenografia) e fare un brutto film: se in fondo non fosse un gioco (perchč č evidente che si tratta di corto amatoriale, fatto bene ma certo non professionale), direi che č manierismo.

 

 

 

fiore di cactus :)

 

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