percorsi
L'800 nel cinema italiano
Vogliamo aprire la presentazione di questo percorso con la citazione dal comunicato del presidente Carlo Azeglio Ciampi del 9 aprile 2002.
"Torno
su un tema già trattato l'anno scorso: il "film storico". Non esiste
strumento migliore del cinema per riflettere e ripensare il nostro passato.
(...)
"Pensate a quanto è affascinante l'avventura del nostro Risorgimento: la
storia di un gruppo di giovani, coraggiosi, che dalla lettura dei grandi
classici della nostra lingua e dei grandi contemporanei trovarono il
coraggio di concepire e poi realizzare l'indipendenza nazionale. Tante
storie che si intrecciano partendo da luoghi, esperienze differenti che
riescono, quasi per miracolo, a trovarsi unite su un obiettivo chiaramente
definito: unità, libertà. Il nostro Risorgimento è una miniera di storie
appassionanti che aspettano di essere raccontate. (...)
Anche il cinema italiano deve domandarsi già oggi quali obiettivi darsi per
"Italia 2011", e cioè per il centocinquantesimo compleanno della nostra
Patria. "Italia 2011" va pensata fin da ora per potervi arrivare con
risultati importanti in termini di opere e iniziative culturali, così come
fu nel 1961 e, prima ancora, nel 1911. Il cinema deve indubbiamente
partecipare a questa grande iniziativa che rappresenterà un punto di arrivo
di questo cammino di rilancio dell'identità nazionale, all'interno del nuovo
contesto europeo; è un appuntamento che i cittadini italiani sentono e che
cerco di favorire."
Un percorso nel cinema italiano dedicato al secolo che ha visto l'Unità d'Italia e che otre alla valenza storica, ha anche il merito di portarci dentro al genere del film in costume, genere per la verità non troppo esplorato nel nostro cinema come in altre cinematografie con l'eccezione di Gigi Magni che ha dedicato quasi tutta la sua produzione alla Roma papalina, a Luchino Visconti (Senso e Il Gattopardo), a Rossellini (Viva l'Italia) ai fratelli Taviani (Allonsanfan), a Monicelli (Il Marchese del Grillo); e qualcun altro conosciuto dagli studiosie risalente ai tempi del muto (!!!)
Sul cinema di Magni vorremmo inoltre aprire una considerazione: il regista, mescolando sapientemente i canoni della commedia all'italiana con quelli del romanzo storico, è riuscito a raccontare con grande ironia (e dunque fissando nel ricordo attraverso il divertimento) vicende della storia di Roma che nei libri di scuola sono stati appena sfiorati perchè la storia viene scritta dai vincitori e il risorgimento lo hanno fatto i piemontesi.
I film nell'ordine cronologico storico:
La Tosca – 1800
Nell’anno del Signore – 1825
La
carbonara - 1825
Rugantino - 1848
In nome del popolo sovrano - 1849
Piccolo
Mondo Antico - 1853
Bronte
- 1860
Senso -
1866
In nome del papa Re - 1869
La notte di Pasquino - 1870
Fuori lista, perchè si tratta di fiction, citiamo "Eravamo solo mille", la produzione RAI per il bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi.
Ma ormai film e fiction si sono contaminate... aspettiamo che la qualità delle fiction diventi buona e di più.
Come "Le cinque giornate di Milano" non a caso di Carlo Lizzani"
AMCT