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L'ABBUFFATA - Mimmo Calopresti - 2007 - Italia - 102'

Tre ragazzi di Diamante, paesino sul mare in Calabria, sognano di fare un film e di sfondare nel cinema. In paese c'č il loro "maestro" (Diego Abatantuono), un regista che da tempo cerca l'ispirazione ma di fatto si limita ad organizzare un cineforum su Federico Fellini nella piazza e che li strapazza con consigli eternamente contradditori; c'č anche un attore famoso (lo stesso Calopresti) che viaggia di continuo fra Diamante e roma (dove si fa il cinema).

I tre non hanno una sceneggiatura, vorrebbero trarre il loro film dai fatti veri della vita della gente e c'č la storia della loro zia che aspetta ancora che torni dall'america il suo cugino fidanzatino dell'adolescenza.

Ma non hanno nemmeno l'attore e seguono Francesco-Calopresti a Roma.

Sarā la sorella bionda-di origini risse di uno di loro e di cui un'altro di loro č ovviamente perdutamente innamorato ad agganciare ad una festa la compagna nientemeno di Gerard Depardieu che, incredibilmente, accetta di fare il film perchč "il cinema č anche generositā", come dice la fidanzata - Valeria Bruni.

E in paese tutto comincia e forse si conclude con una grande abbuffata.

 

Un cast piuttosto interessante, dunque: Diego Abatantuono, Valeria Bruni tedeschi (attrice feticcio, mito di Calopresti), Nino Frassica nella parte di un professore di inglese con l'accento siciliano, veramente Depardieu nella parte di se stesso con sorpresa finale dove il suo "personaggio" muore di troppo cibo permettendo al film di essere per un attimo vera narrazione e non solo quasi backstage documentaristico di come potrebbe essere fare un film in Calabria e da giovani calabresi.

Un film con pregi e difetti. Tra i pregi quelli di una importante militante riflessione sul cinema, sulla televisione e sulle prospettive di nuovo che possono nascere nel cuore dei giovani in un contesto particolare e sfortunato.

Ma un film con i difetto di non avere sul piano della narrazione una autonomia dal cinema stesso, un "raccontarsi addosso" che č colto, impegnato ma non convince del tutto.

E in mezzo c'č di tutto un po': c'č Fellini, c'č il neorealismo delle persone-personaggi a cui viene chiesto di raccontarsi, c'č il documento sociale e antropologico (uno dei ragazzi, tho! studia antropologia) che trova il suo apice nella preparazione della cena a base di maiale, c'č la finta ripresa amatoriale di Depardieu che arriva in paese, c'č il "cinema" vero e propri che ogni tanto affiora nel tessuto narrativo.

Bho...?

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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