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                                                                                                                                                                  film

 

LA GRANDE SCOMMESSA

di Adam McKay

con Brad Pitt, Christian Bale, Ryan Gosling, Steve Carell

USA - 2015 - 130'

 

Qualcuno (un bancario? uno che lavora nella finanza? uno che compra e vende pacchetti azionari?) si accorge che il sistema del...titoli? mutui? obbligazioni?... non è stabile come tutti credono, che è destinato a crollare e che è il caso di ... comprare? vendere? insomma speculare: comprare ... titoli? mutui? obbligazioni?... che sono carta straccia, aspettare che tutto crolli e poi vendere guadando 100, 200, 300, 400 volte tanto.

Insomma la storia della bolla immobiliare degli Stati Uniti che nel 2008 ha generato l'attuale crisi mondiale.

 

Film importante e girato egregiamente, pieno di ritmo, tempi serrati. Indubbiamente istruttivo.

Peccato che, se non sei un addetto ai lavori, è come vedere un film parlato in una lingua che conosci anche se ogni tanto ne afferri qualche termine. Molto bravo lo sceneggiatore (Oscar migliore sceneggiatura non originale non per caso) a infilare battute del tipo "milioni di persone andranno in rovina", "è sempre l'uomo medio che finirà per pagare tutto questo".

Uno di quei film che mi farebbero addormentare dopo 5 minuti se non avesse delle qualità intrinseche, tutte cinematografiche, di linguaggio: sceneggiatura, montaggio, trovate, camera look, inserti. Abile sceneggiatura e non solo, appunto.

Infatti la prima botta di sonno è arrivata al minuto 42.

Poi verso il minuto 60 ho cominciato a guardare quanto mancava.

Al minuto 70 la seconda botta di sonno.

Al minuto 75 ho guardato la posta sul tablet.

Poco prima della fine ho deciso che potevo cominciare a preparare la cena.

Finale con bella battuta, quella del cittadino medio di cui sopra.

 

Il paragone con certi film di Fellini e Pasolini visti ai Cineclub a diciotto anni, quando da una parte non puoi che riconoscere analiticamente il gigantesco valore, ma dall'altra non ti piacciono e devi diventare grande prima di innamorartene perdutamente, il paragone, dicevo, sarebbe facile.

Ma non si tratta di questo: intanto sono già grande e poi la certezza che trattasi di film parlato in un'altra lingua e, in questo senso, "noioso" è inappropriato. Il termine giusto è INCOMPRENSIBILE. Tanto da non capire chi sono i buoni e chi i cattivi anche se ho il vago sospetto che siano tutti figli di buona donna tranne, forse, l'ebreo che deve guadagnare soldi (anche in quanto ebreo) ma che un po' gli dispiace.

 

 

fiore di cactus :)

 

 

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