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L'ALTRA FACCIA DEL DIAVOLO

di William Brent Bell.

con Fernanda Andrade, Simon Quarterman, Evan Helmuth

USA - 2012 - 83'

Una giovane americana è in cerca dei motivi che hanno portato la madre ad essere ricoverata in una clinica psichiatrica dopo aver ucciso tre persone durante un esorcismo ma la clinica si trova a Roma. Ed è qui che incontra due giovani sacerdoti che studiano per diventare esorcisti e che praticano i rituali col supporto della scienza (videocamere e farmaci psichiatrici)

 

 

Filmaccio dal contenuto scontato e senza nemmeno troppi effetti strabilianti se si esclude la ragazza accartocciata che si srotola con tanto di scricchiolare d'ossa.

Interessante invece dal punto di vista della realizzazione filmica: è pensato come il back stage del documentario che la ragazza vuole girare. Nulla di nuovo considerando l'ormai storico The Blair whitc project e i più recenti Rec 1 e 2 che hanno in comune anche l'argomento demoniaco.

E quindi tanta camera a mano ma non solo una camera perchè i due sacerdoti nella necessità di documentare gli esorcismi, piazzano altre due macchine, di cui una in alto.

E qui viene il bello a cui faccio caso per la prima volta: il regista, raccontando sia della necessità di documentazione, sia della amatorialità delle riprese della ragazza, non si preoccupa di rispettare le regole del campo e  del salto di campo, anzi il film è un continuo scavalcamento, cosa che sappiamo assolutamente vietata nella narrazione cinematografica.

E quindi, curiosamente, questo film potrebbe essere da una parte un manuale di come NON di devono fare le inquadrature, dall'altra è il manifesto del filmato amatoriale con tutti i suoi errori e le sue sgrammaticature.

 

Che cos'è lo scavalcamento di campo?

Eh... è quella cosa che se si sbaglia ad inquadrare uno alla volta due che parlano, sembra che il secondo guarda da un'altra parte.

Il disegno rende tutto chiaro e non lo dimenticherete mai più.

 

 

E' una delle regole ferree che nessun regista può ragionevolmente disattendere anche se, parlando di regole, vale la possibilità di infrangerle a fini artistici e/o di sperimentazione. Giusto ma...  diciamocelo: nei corti fatti in casa si tratta sempre di grave errore, quelli da matita rossa.

 

fiore di cactus :)

 

 

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