film

LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI

di George Romero

con

USA - 1968 - 95'

 

Barbara e il fratello sono in visita al cimitero dove è sepolto il padre quando vengono aggrediti da un uomo  che sembra in trance. Johnny resta ucciso, barbara riesca a fuggire, e si rifugia in una casa di campagna. Viene raggiunta da Ben, un camionista che sta scappando da un gruppo di uomini strani. E presto, dai suoi racconti e dalla radio, si capisce che sta succedendo: il paese è sconvolto da una serie di orrendi omicidi: gli assassini, dopo avere ucciso le loro vittime, le divorano. E i morti, dopo un po' si rianimano. Non c'è modo di ucciderli se non colpendoli alla testa perchè è proprio il cervello l'unica parte del corpo a riattivarsi dopo la morte e l'unico desiderio dei rinati è quello di mangiare carne umana e così facendo infettano altri uomini.

 

Barbara è in stato catatonico, Ben ha invece nervi molto saldi. Dalla cantina escono altre persone che si erano rifugiati e nel gruppo scoppia subito la rivalità sul modo di agire: qualcuno vuole restare in cantina aspettando gli aiuti, qualcuno vuole tenere sotto controllo tutta la casa soprattutto per ascoltare le istruzioni date dalla televisione.

Intanto fuori gli zombies sono sempre più numerosi.

 

Uno ad uno tutti gli occupanti della casa muoiono, tutti tranne Ben che ha cercato di salvare tutti e alla fine resta solo.

Quando finalmente arrivano i soccorsi, Ben fa capolino dalla finestra mentre fuori stanno sparando alla testa degli zombies ma viene scambiato per uno di loro e ucciso. L'ultima inquadratura del film è sulla catasta di corpi che devono essere bruciati: tra di loro anche Ben.

 

Il film è stato girato con un budget estremamente ridotto, solo 114mila dollari, resi disponibili da "produttori" amici che hanno anche lavorato nel film a vario titolo, qualcuno come comparsa, qualcuno come truccatore...

Romero, che fino ad allora aveva girato solo cortometraggi, aveva inizialmente solo intenzione di fare un film, l'idea di fare un horror venne in un secondo momento perchè era il genere che in quel periodo si vendeva più facilmente.

 

La sceneggiatura si ispirò al romanzo Io sono leggenda di Rchard Matheson che aveva già ispirato L'ultimo uomo della Terra; Romero trasformò i vampiri in creature totalmente prive di intelligenza.  Matheson, letta la sceneggiatura, non ne fu entusiasta.

 

Il budget limitato ha influenzato ovviamente tutta la produzione.

Gli effetti speciali furono molto semplici, per il sangue fu usato sciroppo, i vestiti di seconda mano, gli attori erano tutti sconosciuti e quasi tutte le comparse non avevano mai recitato e non lo avrebbero fatto mai più (molti di loro erano amici, altri erano gli abitanti della cittadina dove è stato girato il film, contenti di partecipare ad un horror).

Il copione, specialmente la parte che riguardava Ben, fu cambiato per adattarlo all'attore, Duane Jones, che non era ne' fisicamente ne' caratterialmente adatto alla parte di un rozzo camionista.

Interessante, per l'epoca, la scelta di un afroamericano per la parte di Ben che è l'unica figura positiva del film; Romero a sempre detto che la scelta non fu di carattere "politico" ma solo perchè Jones aveva fatto il provino migliore. Per la colonna sonora, Romero attinse agli archivi di case discografiche.

 

Il film fu innovativo non tanto per le metafore che gli sono state attribuite, dalla guerra fredda, al Vietnam, al capitalismo che divora e contagia, al razzismo... quanto per la visione nichilista: è vero che i soccorsi arrivano, ma l'eroe viene ucciso. Ed è la prima volta che l'eroe è nero, sopravvive ai mostri per essere ucciso dalle forze dell'ordine di una cittadina del sud.

 

Il film si attirò numerose critiche soprattutto per le scene di violenza, tanto che viene considerato come il prototipo degli splatters.

Ma vi furono critiche anche dalle associazioni femministe: le donne nel film sono escluse dalle decisioni importanti e Barbara è costantemente in stato semicatatonico.


La prima del film fu il 1º ottobre 1968 al Fultom Theatre di Pittsburgh. Attirò principalmente un pubblico di adolescenti che aveva libero accesso alle sale poiché i divieti posti dall'MPAA non sarebbero entrati in vigore sino al mese successivo.

Il film ha incassato 30 milioni di dollari ed è stato doppiato in 25 lingue.

A trent'anni dall'uscita è stato inserito dalla Biblioteca del Congresso nel National Film Registry come film "culturalmente, storicamente o esteticamente significativo"

Nel 2001 l'American Film Institute lo inserì nella lista 100 Years... 100 Thrills, la quale comprende i 100 migliori film horror e thriller.

Con La notte dei morti viventi George Romero ha rivoluzionato il cinema horror. Il giornalista Almar Haflidason della BBC è convinto che «questo film abbia cambiato il modo di fare film horror».

Romero non ha mai utilizzato il termine "zombie" ma in seguito tutti i film sui morti viventi hanno ripreso queste caratteristiche.

 




 

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