cia

 

                                                                                                                                                                     

                                                                                                                                                                  film

 

L'ARRIVO DI WANG

di Manetti Bros.

con Ennio Fantastichini, Francesca Cuttica

Italia - 2011 - 80'

 

Gaia sta finendo una traduzione dal cinese quando la chiamano per un urgente e misterioso e ben pagato ingaggio: si tratta di tradurre il dialogo fra Curti, un agente, e Mr. Wang. E si tratta di lavorare al buio.

Quando costringerà Curti ad accendere la luce... sorpresa! Wang è un alieno.

E da qui in poi verranno fuori le differenti posizioni dei presenti: la volontà o la negazione di possibilità di comunicare.

Con un finale che ad un certo punto diventa chiaro: Gaia è una idealista fissata con i diritti umani e gli alieni sono cattivi e vincono. Partendo da Roma.

 

Curioso film con soluzioni intelligenti sul piano forma-contenuto: tutto si svolge in interni fra sala di interrogatorio e corridoi di un centro di servizi di polizia che come location ricordano i sotterranei di un qualche ospedale.

Ben studiato il triangolo agente-alieno-interprete dove per tutto il film Fantastichini fa la parte del fetente, l'alieno quello della persona perbene vittima di pregiudizio, l'interprete il soggetto giovane, possibilista e aperto.

Finale visivamente forte nei limiti degli effetti speciali consentiti al budget del cinema italiano che rimandano a La guerra dei mondi di Spielberg

 

Come già successo per Zora la vampira, i fratelli Manetti si avventurano in generi poco frequentati dal cinema italiano con la freschezza e la curiosità dei giovani e riescono (o non resistono?) a intrecciare il genere con riflessioni "alte". Lì era l'immigrazione, qui la diversità.

Lodevole intento.

 

Però, che curioso...

Quando l'ho visto a Venezia, quattro anni fa, mi aveva entusiasmato e fatto ben sperare.

Adesso che ne scrivo ho dovuto rivederlo perchè ne avevo vaghissimi ricordi, nemmeno quello del pupazzo alieno....

Nessun ricordo della trama e nemmeno della situazione claustrofobica dell'interrogatorio. Leggo, su altre recensioni, di flashback di cui non ho mantenuto traccia alcuna.

Insomma, mentre Zora era divertente, questo ho dovuto rivederlo per apprezzarlo di nuovo.

 

fiore di cactus :)

 

 

film

corti

cartOOn

TV - fiction

eventi

percorsi

news

soggettive


cinecittà

scuola di cinema

cineteca nazionale

museo del cinema

istituto luce

casa del cinema

SAS cinema


AIC

AITS

AMCT

ANAC

ASC


Venezia

Roma

Torino

Locarno

Pesaro

Giffoni

David di Donatello

       ...e tutti gli altri


festivalcortometraggi


film in sala


Italica Rai

35mm

FilmUp

CastleRock

Cinefile

Cineboom

IMDB

Kataweb cinema

ArchivioImmagini

FantaFilm

tutti i film per anno


RAI

RaiClick

Televideo


film commission


WebCam


produzioni