TV, fiction e non solo

La spada della verità: la prima serie

Sottotitolo CVD: come volevasi dimostrare

In linea con quello straccio di onestà intellettuale che mi sforzo di perseguire, ho visto tutte le ventidue puntate ventidue della prima serie per avere non solo la conferma di quanto affermato alla puntata intercettata in TV e cioè che trattasi di gigantesca c... sciocchezza, ma per potere anche fare valutazioni approfondite.

Della serie: non c'è nulla di più piacevole che parlare male di cose che se lo meritano.

In particolar modo mi vorrei soffermare su due aspetti: costumi e trucco-parrucco.

 

Non riesco a non fare paragoni.

Dopo "Il nome della Rosa", dopo "Robin Hood principe dei ladri" si sperava che il cinema e di conseguenza la fiction, visto che tanto si parla di inevitabile contaminazione, fossero arrivati ad un livello di plausibilità nelle ricostruzioni di costume, ambiente, pettinature ecc.

E all'obiezione che le due produzioni sono datate, rispondo citando "Il Signore degli anelli" e a quanto sono stati plausibilmente sporchi i viaggiatori nelle foreste.

 

Questi della spada della verità no, al massimo sono un po' impolverati e lei sfoggia un avito bianco candido che forse giusto con la magia riuscirebbe nella reltà a restare tale.

.

Guardando il cercatore di verità col suo capelluccio perfetto nel trattamento gel dei ciuffi al vento e i tagli precisi da barbiere di capitani e soldataglia, sembra di tornare indietro a Errol Flinn nei panni di Robin Hood, l'uomo in calzamaglia (da cui il meraviglioso film di Mel Brooks)  fresca di lavanderia;  e sembra di tornare all'italico sceneggiato televisivo "La Freccia Nera" con Loretta Goggi e Aldo Reggiani pettinati a paggetto, tanto pettinati che potevi quasi sentire l'odore della lacca.

 

Quindi? Quindi evidentemente il pubblico televisivo viene trattato come quello dei fotoromanzi (tanto per restare nel paragone anni '70), da livello culturale di massa e dove la massa si intende omologata e omologabile verso il basso.

Mi verrebbe da scomodare un vecchio saggio di Umberto Eco, "Apocalittici e integrati" che in quegli anni fece furore perchè definiva "integrato" perfino il povero Hemingway; ma qui andremmo davvero nelle sfere iperuranie di Platone e ho la sensazione che se chiedessimo al fan club del Cercatore e della Depositaria se conoscono Platone i più colti direbbero che è uno dei pianeti del sistema solare e quelli ancora più raffinati penserebbero ad un teorico dei rapporti senza sesso.

Bha.

Appuntamento alla seconda serie che sto provvedendo a procurarmi.

 

fiore di cactus :)

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