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LA TRACCIA VERDE

di Silvio Maestranzi

con Sergio Fantoni, Lilla Brignone, Paola Pitagora

Italia - 1597 -  180' (3 puntate)

 

Thomas Norton, uno scienziato che ha inventato un prototipo di macchina della verità e che collabora con la polizia americana, viene giudicato da una commissione parlamentare dopo che un impiegato di banca si era suicidato a seguito di una sua confessione, estorta con l’aiuto della macchina. Dopo varie udienze, la commissione decide che l’invenzione di Norton non può considerarsi attendibile e decide di metterla al bando da future inchieste. Norton pensa quindi di applicare l'invenzione allo studio delle piante. Il caso vuole che nel palazzo dove si trova il suo laboratorio ci sia una grande serra appartenente a Flora Sills, una stravagante e ricca signora scozzese appassionata di botanica. Lo scienziato scopre ben presto che le piante reagiscono a certi stimoli esterni in maniera inaspettata. In particolare, quando sono minacciate o 'assistono' a episodi di violenza su altri esseri viventi, emettono una traccia ad alta ampiezza d'onda sul grafico prodotto dalla macchina. Ma Norton non è libero di condurre le sue ricerche in tutta tranquillità, infatti un misterioso individuo lo minaccia di morte. Una sera, la signora Sills entra nel suo laboratorio per portargli una nuova pianta, ma invece di trovare Norton trova la morte per mano di uno sconosciuto. Ma una pianta ha 'visto' tutto...

 

Questo sceneggiato, dai toni decisamente fantascientifici, è basato su una storia originale dello sceneggiatore Franco Nicolini. Il soggetto è particolarmente intrigante in quanto fa riferimento agli studi degli anni '70 sulle macchine della verità e sulle piante dello scienziato americano Cleve Backster, collaboratore della CIA ed esperto in biocomunicazione (anche se i suoi studi non sono mai stati riprodotti da altri scienziati e sono quindi ritenuti di scarso fondamento). Nei titoli di coda vi è un chiaro riferimento a queste ricerche e durante le puntate appare a volte - caso più unico che raro - una scritta in sovrimpressione che certifica la veridicità degli esperimenti mostrati nella fiction. Il personaggio di Norton è infatti basato proprio su Backster e uno degli scienziati del laboratorio si chiama Cleve, un chiaro omaggio allo scienziato. La storia è ambientata a Los Angeles, ma fu girata in Italia, mentre le numerose piante furono fornite dall'orto botanico di Napoli. Infine, lo sceneggiato si avvale delle musiche di Riccardo Luciani e di un tema psichedelico eseguito al theremin, che rappresenta il 'linguaggio' delle piante.

 

fiore di cactus :)

 

 

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