film
LAVORARE
CON LENTEZZA - di Guido Chiesa - con Claudia
Pandolfi, Valerio Mastrandrea, Tommaso Ramenghi, Marco Luisi -
Italia 2004 - 1h 51’
Periferia di Bologna, 1976. Squalo e Pelo, due ventenni balordi, vivacchiano fra bar e piccoli furti per conto di Marangon, un ricettatore che li incarica di un affare importante: scavare un tunnel per rapinare una banca in pieno centro di Bologna. Il lavoro è duro e per farsi compagnia i due si portano dietro una radiolina. Ed è così che scoprono Radio Alice che farà cambiare la loro vita.
Il clima dei mesi di Radio Alice è ricostruito dal punto di vista di Squalo e Pelo; ne risulta una visione giocherellona dove è evidente più lo spirito di allegra provocazione piuttosto che le analisi politiche del movimento rispetto ai temi del lavoro, della società degli anni ’70, del rapporto con i partiti.
Anche il commissario che tiene d’occhio la radio e il movimento degli studenti bolognesi, sembra essere più interessato a seguire le tracce del noto ladro Marangon piuttosto che dare troppa importanza ai quattro buffoncelli di Radio Alice.
Tra una battuta e una ridanciana provocazione, la radio finisce per diventare per Squalo e Pelo, l’occasione per “redimersi”, per prendere coscienza. Intorno a loro una serie di personaggi e situazioni ricostruite con molta fedeltà: la sede incasinatissima, gli amori altrettanto incasinati, una giovane avvocato che difende i proletari sfruttati facendo del suo lavoro momento di militanza politica. E poi, come un imbuto, i fatti vanno a finire nell’ordine di caricare, "finalmente" dice qualcuno al commissariato, l’ennesima manifestazione degli studenti, Francesco Lo Russo viene ucciso, Bologna messa a soqquadro, Radio Alice chiusa dalla polizia che fa irruzione nella sede.
Si diventa di colpo malinconici, anche senza dividere le convinzioni, o senza condividerle più; di colpo si sente che quella carica della polizia, quel ragazzo ucciso, hanno fatto perdere qualcosa, hanno segnato una svolta obbligata verso anni e verso certa politica estrema che dell’allegra provocazione non avrebbe avuto più nulla.
AMCT