film

LINCOLN

di Steven Spielberg

con Daniel Day-Lewis, Tommy Lee Jones, Sally Field,Joseph Gordon-Levitt

USA, India - 2012 - 150'

 

Nuovo centro per Steven Spielberg.

Stavolta ha voluto raccontare gli ultimi 4 mesi di vita del presidente che ha cambiato la storia degli Stati Uniti d'America e del mondo intero.

 

Il film inizia quando Lincoln decide che prima ancora di contrattare la pace con gli Stati Confederati e far finire la sanguinosa guerra di secessione che dura da quasi 4 anni, vuole che sia approvato il 13 emendamento alla Costituzione che prevede l'abolizione della schiavitù.

 

Non è un impresa facile perchè per modificare la Costituzione non  gli basta la maggioranza ma servono i due terzi dei voti; gli servono i voti di parte dei deputati dell'opposizione.

 

Lincoln deve condurre due battaglie contemporaneamente e in tutta segretezza: convincere anche comprandoli alcuni membri dell'opposizione perchè votino il 13° emendamento sfidando l'ira dei compagni di partito e rallentare la trattativa con gli Stati Confederati in modo da non firmare la pace prima che venga abolita la schiavitù.

 

A tutto questo si aggiungono i profondi conflitti in famiglia: il presidente ha allontanato il figlio maggiore perchè non si arruoli e risparmiare alla moglie la paura di perdere anche questo figlio dopo la morte del secondogenito, perso quando era ancora bambino. Ma Robert sente il dovere di combattere la guerra.

Magnificamente terribile la scena della visita all'ospedale: i feriti sono tutti monchi di una gamba, qualcuno di entrambe; Robert non è voluto entrare ma vede passare una carriola coperta da un cencio e si accorge che perde sangue. La segue ma noi lo sappiamo ancora prima che lui lo veda: ci sono le gambe amputate, le stesse che Rossella di Via col Vento non ce la fa più a vedere e che quel film non poteva farci vedere,

 

Terribile la scena di apertura, un inferno fangoso di corpo a corpo tra soldati tanto infangati che non si capisce il colore delle divise ma si massacrano tutti a vicenda.

 

Ma non è un film di guerra.

E' un film politico e molto molto parlato. Come nella migliore tradizione dei film che raccontano di processi. Solo che qui non c'è un delitto consumato, non c'è un innocente da difendere. E dunque l'argomento ma soprattutto le argomentazioni possono diventare complicate da seguire.

Personalmente ho visto il film in lingua originale e devo dire che la fatica dei sottotitoli su argomentazioni così complesse (non tanto per l'oggetto, quanto per le sfumature delle dichiarazioni) è stata compensata solo dalla straordinaria voce di Daniel Day-Lewis e la scelta  di Spielberg di darci un Lincoln narrante, che parla non per metafore ma per racconti e una volta addirittura citando Achab  di Moby Dick (noi siamo balenieri). Già... Achab-Gregory Peck... un po' Lincoln-Day-Lewis gli somiglia ma forse è solo per quella strana barba senza baffi...

 

Sento il bisogno di rivedere il film doppiato per apprezzarlo di nuovo.

 

fiore di cactus :)

 

 

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