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L'INVENZIONE DI MOREL

di Emidio Greco

con Giulo Brogi, Roerto Herlitzka,

Francia, Italia - 1974 - 110'

 

U naufrago arriva su un'isola dove c'è una grande costruzione, una casa sontuosa e avveniristica, che sembra abbandonata da anni. L'uomo mette in moto una macchina e dopo poco sull'isola cominciano ad apparirgli persone strane, come in costume anni '20 che non solo non si accorgono di lui ma che dopo un po' ripetono  le stesse frasi, gli stessi gesti. Finalmente l'uomo assiste a quella che sembra essere l'ultima sera di una settimana di vacanza, quando il padrone di casa, lo scienziato Morel, rivela ai suoi amici, che ha registrato con una macchina di sua invenzione, non soltanto tutto quello che è accaduto in una settimana ma anche la loro essenza e la loro coscienza. Resteranno vivi per sempre e per sempre rivivranno quei giorni di spensieratezza. Ma qualcuno è atterrito: sa che gli esperimenti che hanno portato Morel alla costruzione della macchina, hanno causato molte morti misteriose. Viene registrato anche questo e l'uomo lo vede.

 

Ma di ripetizione in ripetizione, l'uomo ha finito per innamorarsi di Faustine, una delle ospiti. Riavvia la machina in funzione di registrazione per entrare, in qualche maniera, nel livello di coscienza di Faustine, per essere in qualche maniera, per sempre con lei. E si accorge che la registrazione ha innescato un mecanismo di malattia, di degenerazione dei tessuti. Distruggerà la macchina ma non sappiamo se è troppo tardi.

 

Strano, inqietante, notevole film che vanta presenze da far tremare i polsi.

A parte Emidio Greco già aiuto regista di Roberto Rossellini, sceneggiatura di Andrea Barbato insieme a Emido Greco, tratta dal primo romanzo di Adolfo Bioy-Casares all'epoca già collaboratore di Borges.

Musiche di Nicola Piovani con un pezzo cantato da Laura Betti.

 

Giulio Brogi sempre così magnificamente dolente.

Magnifica location a Malta e magnifica fotografia.

Meravigliosa scenografia con mobili d'epoca e d'autore. Magnifiche inquadrature molto "italiane" nella ricerca della prospettiva e molto da architettura di interni e mi gioco qualcosa ma credo che l'autore de "Il ventre dell'architetto" abbia visto questo film.

 

 

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