TV fiction e non solo

L'OMBRA DEL DESTINO

di Pier Belloni
con Adriano Giannini, Romina Mondello

Italia - 2011 - 600'

 

Grande conferma di tutto quello che ho sempre pensato sulla fiction e tiro un sospiro di sollievo: avrei dovuto rivedere molte convinzioni e impegnarmi volta per volta in una infinita (come le fiction) serie di distinguo. Invece, dato il finale de "L'ombra del destino" (ricordo il titolo solo perchè è scritto on alto), sono felicemente alla rigorosa divisione in due: ci sono le fiction e c'è Montalbano.

 

Io questa Ombra del destino l'ho seguita con molta disciplina e devo dire che fino alla quinta puntata avevo mantenuto il giudizio iniziale. Poi ieri sera l'atteso finale e l'imprevedibile caduta di... tutto. Tutto conduceva ad un tesoro sepolto in una vecchia città del Marocco, in pieno stile Indiana Jones. E tutto faceva pensare che non si dovesse trattare banalmente di soldi. E dunque arriviamo in Marocco, i due sventurati passano un po' di guai, arrivano al tesoro e si tratta di semi. Un finale ecologista? Debole, debolissimo. Ma non era nemmeno questo. Al ritorno sull'isola i due, che essendo lui rimasto vedovo nella quinta puntata, possono finalmente amarsi, scoprono che c'è stato un terremoto: la catastrofe era stata annunciata dall'ultima strofa ed eccola. Il nonno custode del piatto che rivelava il luogo del segreto prende i semi e li sparge in mare dicendo ieratico "Adesso vedrete cosa fanno questi semi". Tutti fermi sulla costa, tutti zitti e piano piano troppo piano che quasi non si vede, il vortice che si intravedeva al largo fin dalla prima puntata e che forse faceva presagire un vulcano sottomarino (???), questo inquietante spaventoso vortice sparisce. A lui arriva una telefonata: l'assestamento tettonico si è concluso, il pericolo è passato.

 

Ah ah ah. Datemi lo sceneggiatore.

E vediamo di rivelare il motivo di tanta ilarità.

I semi rossi hanno dunque il potere di spegnere un vulcano sottomarino ma sono sepolti in Marocco dagli antenati degli abitanti dell'isola che dopo una catastrofe erano approdati, appunto a San Giorgio. Ma perchè non se li sono portati dietro?

E poi: il principe marocchino fetente che si serve di Antonio detto anche il coglione sa che non si tratta di denaro; ma se sa di cosa si tratta, perchè mette in piedi tutta la trama criminale per procurarsi semi che serviranno solo una volta a spegnere un vulcano che chissà dove apparirà? E per quale motivo mette in piedi una serie di omicidi corrispondenti alle strofe della filastrocca visto che il vulcano comunque apparirà? Niente niente che credono che rispettare la filastrocca generi un vulcano sottomarino? Ma sarebbero dementi!

Insomma definirla debole è fare un complimento alla sceneggiatura che a tutti gli effetti fa veramente ridere (o piangere dipende).

Vergogna vergogna vergogna per Ricky Tognazzi che ha prodotto questa immane cazzata.

 

Avevo scritto:

Non mi sembrava vero di avere un nuovo capro espiatorio; anche se non ho mai pensato che potesse raggiungere le vette eccelse di "Elisa di Rivombrosa", ho pensato che avrei potuto riversare su questa nuova fiction la mia quantità di veleno.

Le premesse erano già tutte nel titolo che ci ho messo giorni e giorni a ricordare: fateci caso, si confonde con tanti tanti altri. Il segno del comando, Il segreto del Sahara, La forza del destino, La forza del passato, La ragazza del lago, La lingua del santo... Per non parlare del fatto che la fiction era annunciata come ambientata su un'isola e allora vai: L'isola del tesoro, L'isola dei misteri... Un'infinità di cose che sono di un'altra cosa.

Non c'era verso.

Ho registrato senza guardarle le prime tre puntate, sbirciando la terza per notare che c'è Alessandro Giannini su un'isola che fa sempre il poliziotto ma è sposato e arriva Romina Mondello anche lei poliziotta. E poichè tra i titoli avevo visto come soggettisti Ricky Tognazzi e Simona Izzo, ho pensato che fosse il seguito di un'altra fiction "targata" sempre Canale 5, L'isola dei misteri.

A coronamento del tutto, il fatto che la terza puntata è stata spostata dalla rete ammiraglia Canale 5, alla meno appariscente Rete4 dato il flop di ascolti.

Così domenica mattina ho attaccato la prima puntata e... ed è scatta la trappola.

Perchè questa, incredibile, è una fiction che cattura. Lo schema non  nuovo ma ben gestito: una filastrocca annuncia una sequenza di disgrazie stile sette piaghe d'Egitto legate alla ricomposizione di un certo piatto berbero antichissimo che forse è la mappa di un tesoro. Ma poichè è stato spezzato in tre pezzi, ognuno dei quali affidato ad un custode, il sospetto è che il tesoro sia qualcosa su cui l'umanità non deve mettere le mani.

Le citazioni sono molte ma, per il momento, ben costruite.

 

Peccato che si faccia un po' di confusione con i due attori che effettivamente dono sempre poliziotti, stanno sempre su un'isola misteriosa ma sono personaggi diversi da quelli della fiction di Ricky Tognazzi.

Vorrei sapere dove hanno girato ma sospetto che siano varie location perchè a questa isola di San Giorgio, situata vicino all'Africa e quindi dalle parti di Lampedusa o Pantelleria, non manca nulla, dalla centrale idrica (?), alla solfatara, alla nave naufragata e spezzata vicino alla spiaggia, al paese con chiesa barocca, alla fabbrica di corallo, all'azienda agricola: un po' troppo.

 

E poi c'è la canzoncina filastrocca ossessiva che ti resta fastidiosamente nelle orecchie e quindi funziona.

Adesso non resta che aspettare altre tre puntate che il mistero venga rivelato, sperando che non sia una bufala e che tutta questa intrigante costruzione non crolli misermante.

 

fiore di cactus :)

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