film

L'ULTIMO BACIO

di Gabriele Muccino

con Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino, Stefania Sandrelli, Martina Stella, Giorgio Pasotti, Giovanna Mezzogiorno, Claudio Santamaria, Sabrina Impacciatore

Italia - 2000 - 115'

 

Carlo sta per avere 30 anni, per sposare Giulia e insieme stanno per avere un bambino. 

Gli sembra che stia per attraversare la soglia che dalla giovinezza lo porta ad una età e ad una vita piatta, noiosa, senza più allegria e imprevisti.

Con lui gli amici di sempre, anche loro sulla stessa soglia anche se in modalità diverse.

E' al matrimonio di uno degli amici che incontra una liceale e con lei per un attimo si perde in una avventura che lo riporta alla giovinezza o almeno così crede per un attimo. Perchè quando viene scoperto e Giulia lo lascia, si accorge di quanto lei sia importante.

Nel frattempo anche gli altri amici non sono indenni da riflessioni sulla giovinezza che se ne va e l'urgenza di fare qualcosa. A parte Marco che si è appena sposato e non da segni di particolari insofferenze, gli altri tre comprano un camper e decidono di partire, compreso Adriano nonostante significhi lasciare un figlio che non ha ancora compiuto un anno.

 

E non è indenne da questa smania di giovinezza nemmeno la madre di Giulia che da sempre vuole lasciare il marito e per rendere coraggio, cerca di riallacciare una vecchia relazione per scoprire che nel frattempo lui ha una donna più giovane con cui ha fatto un figlio.

 

Sconcertante quadro per questo film che ha portato Gabriela Muccino alla gloria dopo il felice esordio di Come te nessuno mai scritto dal fratello Silvio allora sedicenne.

Sconcertante la recitazione: ansiosa, urlata, tirata... ha cercato di pompare l'ansia perfino nella morbidissima Stefania Sandrelli. Il risultato è un film tutto su toni alti che, per carità, hanno un senso, ma forse non consentono una modulazione.

Sconcertante per la scelta di fascia sociale: tutti ricchi, come se il paese e Roma fossero tutti così. Ma questa è una considerazione "a posteriori" fatta perchè Muccino Gabriele anche negli altri film che seguiranno non sarà capace di raccontare di altre persone, che so? di laureati nei call center... Forse parla di se stesso e ci dice fin da subito che "anche i ricchi piangono". A me è sembrato subito che piangessero per questioni post-edonismo reganiano: il film si apre con le paure di Giulia perchè in gravidanza ingrasserà e con quelle della madre che diventa nonna e quindi vecchia.

 

Curiose, particolari e inusuali location.

Il brindisi di addio al celibato lo fanno al Parco delle cascate all'Eur,  il ristorante dove la madre di Giulia incontra l'amica è Gusto a Largo Augusto Imperatore, la scuola dove insegna il suo ex-amante è l'ingresso del Museo in Trastevere a piazza S. Egidio, il salto con l'elastico è al viadotto dell'Arrone in provincia di Terni, la scuola della liceale è l'Accademia Nazionale di danza all'Aventino, l'ufficio di Carlo è di fronte, la casa della ragazza è  ai Parioli, il matrimonio di Marco è alla Villa di Livia sull'Appia Antica, la villa dei genitori si Anna è ovviamente all'Olgiata e l'ultima scena, dove Giulia corre occhieggiando un baldo giovanotto, è girata ai giardini del laghetto dell'EUR attualmente in ristrutturazione.

Tutti posti, per così dire, "adeguati" ai personaggi.

 

 

Valanga di premi e la soddisfazione per l rinascita, all'epoca, del cinema italiano.

 

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