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                                                                                                                                                                  film

 

L'UOMO CHE CADDE SULLA TERRA 

di Nicolas Roeg

con David Bowie, Buck Henry, Candy Clark, Rip Tom

Gran Bretagna -  1976 - 118'

 

Un alieno cade sulla Terra. Non si tratta di un incidente, l'alieno che ha assunto aspetto umano (ma non è che fosse moto diverso tranne l'assenza di unghie e capelli e gli occhi come quelli dei felini) in realtà è in missione per salvare la sua famiglia il suo pianeta in preda ad una inarrestabile siccità e dove sono morti quasi tutti.

Forte di una conoscenza tecnologica avanzata, Thomas Jerome Newton fonda un impero finanziario nel settore della comunicazione (fotografia, apparati musicali e televisivi rivoluzionari). il denaro serve ad un programma spaziale per raggiungere il suo pianeta morente e salvare moglie e figli.

Gli anni passano, lui intrattiene una relazione con Mary-Lou a cui rivela la sua identità e nello stesso tempo il suo collaboratore scopre la verità e finisce per tradirlo alla CIA. Thomas vine catturato e imprigionato per anni.

E solo dopo molto tempo, quando la sua capsula spaziale viene distrutta e quando lui non è più in grado di liberarsi dell'involucro umano in seguito alle radiazioni che lo hanno fissato, ormai umano e in preda all'alcool, quando insomma è stato dimenticato, Thomas riesce a fuggire.

Non è invecchiato mentre gi altri sì. La sua famiglia, lo sa perchè l'alcool gli procura visioni, è morta e a lui non resta altro che la Terra.

 

Detto così già sarebbe magnifico. E invece è di più perchè il regista, in linea con il linguaggio sperimentale degli anni '70, costruisce un racconto per salti, per brevi flash-back, quasi senza nessun effetto speciale ma giocando invece sulla fotografia.

Ne viene fuori una storia ai limiti del visionario dove l'attenzione è sull'aspetto e sui risvolti umani con tutti i contorni di solitudine, interessi e degradazione tanto da aver suscitato in alcuni critici addirittura interpretazioni cristologiche (caduta, tradimento, solitudine, martirio)

 

Contrariamene a quanto si pensa, Bowie non ha scritto nemmeno un brano della colonna sonora. O meglio, l'aveva scritta ma era tanto sperimentale che il regista la rifiutò.

E a proposito di Bowie cantante, segnalo la chicca di quando canta in chiesa e il suo personaggio è stonato. La stessa cosa che aveva fatto Marilyn Monroe.

Bowie è forse alla sua migliore interpretazione e gioca abilmente col suo aspetto androgino.

Molto piacevole ritrovare la voce italiana di Roberto Chevalier (e quindi Tom Hanks) all'epoca molto giovane.

Molto bello.

Per certi versi persino difficile. insomma uno SCI-FI fuori dalle regole classiche.

 

fiore di cactus :)

 

 

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