film

 

L'UOMO D'ACCIAIO

di Zach Snyder

con Herry Cavill,  Amy Adams, Russell Crowe, Kevin Costner, Diane Lane, Michael Shannon, Ayelet Zurer

USA, Canada, Gran Bretagna -  2013 - 143'

 

Nulla di nuovo, giustamente, nella trama: il pianeta Krypton esplode e lo scienziato Jor-El trova il modo di salvare il figlio spedendolo verso la Terra su una piccola astronave. Nello spazio vengono esiliati anche un gruppo di ribelli. Di nuovo giusto un paio di approfondimenti: Krypton esplode perchè il suo nucleo è stato usato come risorsa energetica e il bambino possiede il codice genetico di tutti gli abitanti del pianeta.

 

Il bambino arriva sulla Terra, si accorge di essere praticamente indistruttibile e dopo un paio di vicende, alla fine diventa il protettore sotto le mentite spoglie del giornalista Clark Kent.

E qui qualche novità c'è perchè Clark n effetti conosce Lois Lane prima ancora di arrivare al giornale e ci arriva alla fine del film.

 

Naturalmente grandi effetti speciali, soprattutto nella parte kryptoniana, dati dal digitale.

Prima volta che ad interpretare Superman sia un attore non statunitense, come dire vede un mito ma cade bene perchè Cavill è bellissimo, forse un po' troppo muscoloso (ha fatto un duro allenamento) ma bellissimo, più degli altri.

 

Notevole Russel Crowe nella parte che fu del divino Marlon Brando e notevole Kevin Costner nella parte del (vecchio) padre terrestre (ci vuole un bel coraggio ma Kevin non è uno stupidotto)

 

Una battuta che mi ha fatto morire dal ridere. Processo al generale Zod:

"Sei condannato per omicidio e alto tradimento, insieme ai tuoi ribelli, a 300 cicli di ricondizionamento somatico. Le tue ultime parole?" E lui, anzichè vaffanculo risponde "Non avete il coraggio di ucciderci ma ci condannate per l'eternità in un buco nero".

 

Discutibile forse l'incedere ieratico, di profilo, di Superman con la sua mantellina ma d'altra parte quello è il costume... anzi devo dire che quando leggevo i fumetti, beata infanzia, pensavo che a permettergli di volare fosse proprio il mantello... Adesso mi è sembrato che nello scontro con il perfido Zod fosse di impiccio.

 

La solita riflessione sui RMK: che siano motivi commerciali (ragazzi, facciamocene una ragione, il cinema è un'industria e meno male perchè così rischia meno il fallimento e continua a regalarci anche cose meravigliose), che sia la voglia di un regista di cimentarsi con un classico rivisto con nuovi linguaggi più adatti a veicolarlo con i giovanissimi... io dico PERCHE' NO.

Certo, i paragoni sono inevitabili; ma pregherei i barbosintellettualisenzacuore di farli con animo leggero e senza preconcetti. So che per loro è difficile ma....

 

fiore di cactus :)

 

 

 

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