film
MAFIOSO
di Alberto Lattuada
con Alberto Sordi, Cinzia Bruno, Gabriella Conti, Katiuscia Piretti, Norma Benguell , Ugo Attanasio
Italia - 1962 - 103'
Alberto è emigrato a Milano dalla Sicilia e come molti siciliani non
solo si è inserito, ma si è talmente integrato da aver sposato una
milanese, naturalmente bionda e con lei ha avuto due bambini,
naturalmente biondi. E’ molto orgoglioso perché sente che tutto questo
non è soltanto segno di emancipazione da una condizione di inferiorità
ma è soprattutto segno di modernità. Quella modernità che negli anni 60
era il desiderio, l’obiettivo da raggiungere, il sogno agognato, quella
modernità, quel senso del nuovo, che ha fatto abbandonare i centri
storici per andare in case “moderne”, con balconi, ascensore, infissi
metallici, tapparelle…
Alberto è molto contento di portare in Sicilia la moglie per la prima
volte. Orgoglioso di mostrarla ai suoi compaesani, orgoglioso di
mostrare a lei che i siciliani non sono quello che si dice a Milano,
terroni, retrogradi e soprattutto mafiosi.
E la prima persona che va a trovare è don….
Ma don…. Ha fatto qualcosa per lui in passato e Alberto adesso che si è
sistemato, è tranquillo, ha una posizione, deve ricambiare.
E’ così che Alberto, il moderno, colui che non ha legami e ridicoli, si
ritrova in aereo verso New York dove ucciderà un uomo per tornare dopo
poche ore in Sicilia. Lo hanno scelto perché è il sicario perfetto:
sconosciuto, incensurato, ricattabile.
Non è il primo film che guarda alla Sicilia come luogo da trattare con
l’ironia graffiante e amara della commedia all’italiana. Lo ha già fatto
Germi con Sedotta e abbandonata e Divorzio all’italiana senza mai però
toccare il nodo crudo e duro della mafia, unico vero problema.
Alberto Sordi è un un siciliano credibile a dimostrazione che un grande
attore è tale quando riesce a vestire panni diversi dai suoi di
provenienza, soprattutto regionale e di lingua. Vedi Montalbano.
AMCT