film

MAGNITUDO 10.1

di John Lafia

USA - 2004 - 165'

 

Film per la TV che insieme al sequel L'apocalisse del 2006 rappresenta un unicum della catastrofe naturale mediante terremoti.

La struttura è quella classica del disastrer movie: repentino e inaspettato scatafascio, una serie di personaggi che la subiscono, un presidente degli Stati Uniti che interviene repentinamente, un gruppo di scienziati che si accorge che lo scatafascio è solo all'inizio e cerca una soluzione per bloccare la catena di terremoti che rischia di spaccare la  famosa faglia di Sant'Andrea, California, S. Francisco, il luogo dove tutti aspettano il Big One e dove, nel film eccolo che sta accadendo.

La particolarità del film, che è la cosa che lo ha reso interessante almeno ai miei occhi cattivelli, è che gli scienziati, nonostante le stratosferiche tecnologie messe in campo, nonostante il perfetto coordinamento fra politici e tecnici, nonostante il sacrificio del capo della protezione civile che salta in aria con la testata nucleare che deve bloccare i terremoti  (scopiazzatura da Armageddon), nonostante tutto questo, non ce la fanno: la  faglia si spacca, l'oceano entra nella costa con un effetto stile apertura delle acque del Mar rosso al contrario, e un pezzo della California diventa un'isola, esattamente come aveva previsto la bella geologa protagonista: la gravità dell'evento, signor presidente? Cambierà la geografia della costa orientale.

Non prima di aver fatto crollare la mitica scritta "HOLLYWOOD": è la televisione che si vendica sull'aristocratico cinema o sono gli americani che amano tirarsela?

 

Ah, dimenticavo: riprese in stile telefilm con movimenti di macchina a singhiozzo, brevi zoom aventi e poi indietro, piccoli scatti laterali... tutto questo traballare evidentemente per ricordare che "il cinema è movimento".

 

L'APOCALISSE

di John Lafia

USA - 2006 - 180'

 

E non contento, lo stesso regista due anni dopo continua partendo dallo stesso punto in cui aveva finito: giù la scritta sulle colline, giù i grattacieli di Los Angeles e in mare, generata dal terremoto che ha "cambiato la geografia della costa orientale" ecco la gigantesca onda anomala che prima inghiotte come niente una grande nave da crociera (sic) e poi si abbatte su Honolulu: bisognava pur citare il Poseidon e, per par condicio, Deep impact.

Anche stavolta gli scienziati ponzano, il presidente si affanna, si teme per l'effetto che i terremoti avranno su una serie di centrali nucleari (un presagio?), si fa, si corre, si esulta per un attimo e poi niente, nuovo clamoroso fallimento e stavolta è l'intero paese a spaccarsi in due, il mare irrompe da nord a sud più o meno all'altezza del Texas e gli Stati Uniti diventano due. Grandioso.

Grandiosa la certezza tutta americana di essere il mondo intero visto che all'evento solo nord americano, viene attribuito il titolo di apocalisse che nelle intenzioni dei redattori della Bibbia dovrebbe riguardare l'intero pianeta. Ma tant'è....

 

 

fiore di cactus :)

 

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