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Il cinema perde Michel Serrault
indimenticabile Zaza nel Vizietto

 

Il popolare attore francese è morto ieri a 79 anni dopo una lunga malattia
In oltre 50 anni di carriera aveva girato 135 film con registi come Sautet e Chabrol
In Italia era conosciuto per il ruolo di amante di Tognazzi ne "La cage aux folles" del 1978


di SILVIA FUMAROLA

ROMA - Se ne va un grande del cinema francese, che ha legato al suo nome a registi come Sautet e Chabrol. Michel Serrault, impagabile protagonista di tante commedie di successo, è morto ieri a 79 anni, dopo una lunga malattia. Serrault era stato ricoverato per alcune settimane all'ospedale americano di Neuilly per recarsi a fine giugno nella sua casa di Honfleur.

Una lunga carriera cinematografica, con 135 film e tre Cesar, ne hanno fatto uno degli attori francesi più popolari con grandi prove sia nel registro drammatico che in quello comico in particolare nella sua interpretazione di uno dei due omosessuali de "La cage aux folles"("Il vizietto") diretto da Eduard Molinaro girato nel 1978 con Ugo Tognazzi. In oltre cinquanta anni di carriera, ha dato prova di sapersi trasformare come nessuno, diretto da registi come Clouzot, Chabrol, Mocky, Lautner, Audiard, Blier e Kassovitz.

Per Sautet in "Nelly e Monsieur Arnaud", accanto alla bellissima Emmanuelle Beart, ha interpretato il ruolo di un giudice piegato dalla vita borghese e dagli obblighi. Cristina Comencini, che l'ha diretto in "Buon Natale, buon anno", gli aveva affidato la parte del marito di Virna Lisi, una coppia piccolo borghese che sfuggiva agli obblighi familiari e per cercare un po' d'intimità si rifugiava in alberghi fuori mano.

Serrault era nato il 24 gennaio 1928 a Brunoy nell'Essonne in una famiglia modesta e molto religiosa, il padre per tirare avanti faceva due lavori, di giorno il rappresentante e la sera maschera in teatro. Michel a 14 anni entra in seminario tentando di far coabitare le sue passioni: "far ridere e occuparmi di Dio". Durerà poco, sceglie l'universo dello spettacolo, ma non ha mai abbandonato la fede. Da ragazzo canta in un coro in Chiesa, la sua è una vita da romanzo. Destinato al seminario, appunto, rinuncia perché s'innamora di una ragazza incontrata nel metrò. La passione per la recitazione lo porta a frequentare il Centre du Spectacle per un paio d'anni. Prova a entrare in Conservatorio, senza riuscirci.

Finita la guerra, nel 1946 firma il primo contratto per una tournée teatrale in Germania. Ma sarà il cinema il suo futuro. Ha un aspetto anonimo, non ha la presenza di Noiret, il fascino di Trintignant, lo sguardo di Piccoli, ma è un grande attore versatile, perfetto per la commedia e per regalare ai personaggi, al di là dell'apparenza, una vena malinconica segreta. Renzo Martinelli lo chiama nel 2001 per "Vajont", il film che ricostruisce la tragedia del 1963. Serrault interpretava Semenza, uno degli ingegneri che danno l'ok per costruire il bacino artificiale. Amava l'Italia, e il pubblico italiano ricambiava l'affetto: per tutti era rimasto Albin, detto Zaza, l'amante di Tognazzi nel "Vizietto", di cui girò anche il seguito.


(Repubblica 30 luglio 2007)
 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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