film
DIARIO
DI UNA TATA - Shari Springer Berman - 2007 - USA - 107'
Adattamento cinematografico dell'omonimo best-seller di Emma McLaughlin è la storia di una studentessa del college alla "ricerca della propria identità" che si mantiene lavorando come tata per una ricca famiglia di New York dove la madre pur non lavorando ha bisogno di 2tempo per se stessa" e dove il marito è ovviamente assente, con una altrettanto ovvia amante collega di lavoro e dove c'è un bambino ovviamente capriccioso e difficile.
Divertente la citazione di Mery Poppins, con tanto di ombrello a cui Nanny si aggrappa e vola via su New York, citazione che attraversa il film: anche lì c'era una madre suffraggetta e un padre banchiere che stavano perdendo l'infanzia dei loro tre bambini.
Ma molto bella la trovata di guardare alle madri e alle famiglie ricche di New York sotto il profilo antropologico, e quindi paragonate ai nuclei degli indio dell'Amazzonia o agli aborigeni australiani, come se fossero dentro ad una sezione di un Museo didattico.
E a legare tutto la Voce Fuori Campo (VFC) della protagonista che narra tutta la sua vicenda con un fitto distacco asettico da studiosa: la famiglia sarà quella dei signori X, il ragazzo del piano di sopra sarà "figodiharward". Solo il bambino avrà il suo nome, mantre Annie assume il nome di tutte le Tate e cioè Nanny (Tata in inglese).
Una commedia leggera, insomma, divertente e con un delizioso lieto fine dove la madre si ravvede e Nanny-Cenerentola potrà vivere il suo amore con il pricipe-ragazzo ricco del piano di sopra.
Ma in questa leggerezza passano tante considerazioni sui costumi e sul concetto di famiglia che oramia non è solo newyorkese.
AMCT