TV, fiction e non solo
Napoli
milionaria - Rai
Secondo appuntamento con le commedie di Eduardo riviste da Massimo Ranieri: Napoli milionaria.
Bellissimo, riuscito con un Ranieri non solo sempre bravo ma che sta finendo per somigliare ad Eduardo.
Vogliamo riportare la nota di Gualtiero Peirce che insieme a Ranieri ha lavorato ai testi
“Rileggere ‘Napoli Milionaria!” sapendo di doverla tradurre e
adattare per il grande pubblico della televisione è stata un’emozione
indimenticabile. Perché, pagina dopo pagina, dietro l’affresco -
celeberrimo e insuperato - della famiglia napoletana del dopoguerra è
emersa sempre più nitida e impietosa l’immagine della nostra storia, del
nostro paese. Del nostro presente. ‘Napoli Milionaria’, testo
visceralmente partenopeo, battezzato sin dentro il titolo con il nome
della sua città, ci ha mostrato subito la sua straordinaria
universalità, svelandosi con naturalezza, come fosse già scritto in
italiano. O in tutte le lingue del mondo. Perché ‘la guerra si paga con
tutto’ dice Gennaro. E si paga ovunque, come un virus che non abbiamo
ancora sconfitto e che piaga uomini di ogni razza e latitudine. Ma la
guerra con la maiuscola Eduardo la lascia fuori dalla scena. È un’altra
la guerra protagonista, è quella contro la dignità. Che si scatena
dentro ciascun personaggio, dentro la famiglia, dentro di noi. Che
giorno dopo giorno ci corrompe, spostando il confine fra ciò che è
giusto e ciò che non lo è. E Gennaro ha ancora ragione quando ci avverte
che ‘la guerra non è finita’. Né la sua, né la nostra. Se un giorno
questo testo non sarà più così tanto attuale, quello sarà un gran
giorno. Avremo un capolavoro di meno, ma un po’ di pace in più. Dentro e
fuori di noi.”
E la note di Ennio Moricone che ha scritto le musiche, bellissime.
“Le musiche da me composte per le Commedie di Eduardo De Filippo, le
ho scritte pensando ad una doppia linea percettiva ed espressiva. La
prima, didascalica, va di pari passo con la sensibilità e l’emozionalità
degli eventi che la storia racconta e dei suoi interpreti. La seconda
cerca, attraverso una maggiore attenzione alla storia di Napoli, specie
alle sue tracce musicali, le ragioni di un uso di un moderato cromatismo
del materiale sonoro (senza cadere nel folklore) un ascolto più
storicamente rispettoso che sia coerente con le tradizioni della città :
cantastorie, venditori ambulanti, suonatori di strada, serenate e canti
domestici, etc..etc..ma elaborati e riscattati dalla loro apparente
umiltà. Tutto questo in pieno accordo con Massimo Ranieri che ha
condiviso queste scelte.”
AMCT