film

NERO VENEZIANO

di Ugo Liberatore

con  Renato Cestié, José Quaglio, Rena Niehaus, Yorgo Voyagis

Italia - 1978 - 93'

 

Evviva evviva evviva.

Falmente li ho beccati!

 

Recita così il sacro mymovies da molti considerato il massimo dell'affidabilità perchè legato ai divini Morandini:

"Christine e Mark sono fratelli un po' particolari. Lui, cieco, vede spesso il diavolo, e lei gestisce alcune prostitute. L'ambiente è quello della Giudecca a Venezia. Tra un fatto strano e una morte orrenda, si scopre che Mark è il demonio."

E NON E' VERO, non è così il film.

Devo dire he già altre volte ho trovato piccolissime discrepanze ma questa è la prova evidente che a volte i film non li vedono proprio. Nel caso di Nero veneziano in fondo non mi stupisce perchè, data l'ntellettualità (barbosa) del sito che, come tutti gli intellettualibarbosisenzacuore, si interessa solo dei film supposti "impegnati" di cui poi ci raccontano solo i contenuti senza sfiorare troppo le questioni di linguaggio (malattia incurabile della critica italiana): e questo horror è giudicato non degno di nota.

Ognuno a casa sua (sul suo sto) è libero di fare quello che gli pare ma almeno i film sul data base vedeteli prima di scriverne.

 

Nero veneziano che potrebbe fare il paio con A Venezia un dicembre rosso shocking, non è un grande film. La sceneggiatura è "facile": fratello e sorella, lui cieco che, come già visto, è un sensitivo, sono coinvolti nel tentativo del diavolo di incarnarsi . E per compiere in pieno il percorso, lo fa fa analogicamente a quello del figlio di Dio: nasce da una vergine (la sorella bella bionda e sessuofoba), ha un padre putativo (il fidanzato artista che se la sposa), muore tradito (il fratello cieco che sa di chi si tratta lo uccide) e infine risorge, non prima di aver ridato la vista al ragazzo come premio di aver assolto al compito.

Sceneggiature banalotta. Soggetto già esplorato dieci anni prima da Rosemary's baby e ci scusiamo con Polanski ma Liberatore non può non averci pensato.

Location interessanti per l'epoca: il film è ambientato alla Giudecca che all'epoca (ma anche adesso) non è tra i luoghi cinematografici veneziani; alla distanza, come l'altro, l'interesse dei mercantili tra Zattere e Giudecca ma niente di più.

Montaggio, fotografia, recitazione.... tutto nella norma come anche la colonna sonora inevitabilmente di Pino Donaggio anche vagamente simile all'altra.

Insomma un filmetto, triste tentativo di horror, genere non "proprio" del cinema italiano con l'unica eccezione di Dario Argento che però è più apprezzato all'estero.

 

Unica nota positiva, Yorgo Voyagis che vanta una carriera di tutto rispetto e che nel film è bellissimo.

 

Ma da qui a scriverne una nota che non racconta il film, ce ne passa.

HI HI, li ho beccati.

 

fiore di cactus :)

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