dai giornali
Sabrina,
Massimo e i giovani senza futuro
ROMA (31 luglio) - Uscirà a febbraio il nuovo film di Paolo Virzì. Parla di
giovani, di call center, di una vita precaria e di un futuro ancora di più.
Il titolo è Tutta la vita davanti, una provocazione, «una forzatura
sarcastica» spiega lo stesso regista toscano sul set del film alla Nuova
Fiera di Roma. È qui, in un enorme salone bianco, il centro del call center
dove si vende il Multiple 601, una sorta di robottino capace di tutto, dalla
cottura alla maschera al viso. A venderlo una schiera di ragazzi sfruttati e
motivati con le più raffinate tecniche di training autogeno capitanata dalla
capo telefonista Marta (Sabrina Ferilli). Boss dell'azienda è il carismatico
Claudio (Massimo Ghini).
Nel call center, tra i molti giovani senza futuro, anche Marta (Isabella
Aragonese) una ragazza che studia filosofia (è il suo sguardo incantato il
motore di tutto il film), un sindacalista d'assalto (Valerio Mastandrea)
della Cgil e, infine, il dinamico venditore Lucio (Elio Germano). «Tutte
fanno riferimento a me - dice la Ferilli - e cercano di imitarmi. Il mio
personaggio un po' plagia le sue ragazze dicendo loro: siete le migliori, le
più forti». Massimo Ghini, già interprete del sindacalista Guido Rossa nel
film di Giuseppe Ferrara, ricorda invece come quello sembri un tempo troppo
lontano:«a differenza di allora, ormai è solo una guerra tra poveri».
Tutta la vita davanti, prodotto da Medusa e la Motorino Amaranto di Virzì,
spiega il regista livornese «è solo una commedia all'italiana, ma anche un
film sull'Italia di oggi, un sguardo civile su un tema molto duro. E' solo
una commedia, ma alla fine Virzì si lascia andare e la butta in politica:
«rischiare di fare cadere i governi per lo scalone è una vera ipocrisia,
quando milioni di ragazzi non hanno neppure la speranza di poter avere una
pensione. Sarebbe questa la vera emergenza in un paese serio».
(Il Messaggero)
AMCT