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"Outlander": vichinghi, alieni e un supermostro
di CLAUDIA MORGOGLIONE

 

Un mostro cinematografico nuovo di zecca ha appena invaso i nostri cinema. Si chiama Morween, ed è un lucertolone gigantesco che sembra una via di mezzo tra Alien e Predator. Assetato di sangue, approda sulla Terra - in Norvegia, per essere precisi - nell'anno del Signore 709. E qui semina il panico in un villaggio vichingo, in un'orgia di battaglie, effetti speciali, sangue. E con un mix di fantascienza e di horror: abbinati, però, non a un contesto contemporaneo, ma all'antica e misteriosa civiltà nordica.

Tutto questo accade in Outlander - L'Ultimo vichingo: rilettura molto libera della leggenda di Beowulf (portata sullo schermo due anni fa, in forma tutta digitalizzata, da Robert Zemeckis), diretta da Howard McCain, realizzata dagli stessi produttori del Signore degli anelli, e approdata nelle nostre sale grazie alla Eagle Pictures. Un popcorn movie dichiarato ma ambizioso: è costato oltre 50 milioni di dollari, molti dei quali spesi per lo sviluppo - sia animatronico che digitale - del mostro.

Il protagonista è un Jim Caviezel (già visto in tanti film, tra cui La Passione di Cristo, La sottile linea rossa, Montecristo): qui invece incarna Kainan, extraterrestre che sbarca nel villaggio vichingo di Herot, i cui abitanti sono alle prese col problema della successione al trono. Catturato dai locali, il nostro eroe scopre presto di aver portato sulla Terra un "clandestino" a dir poco ingombrante: Morween, deciso a vendicarsi di lui. Una battaglia che si complica quando la cattivissima creatura rapisce Freya (Sophia Myles), la bella figlia di Rothgar (Jack Huston)... e allora la battaglia diventa davvero una questione di sopravvivenza. E di eroismo.


Una pellicola che, secondo quanto dichiarato dai realizzatori, ha numerose fonti di ispirazione: Alien, Predator, La Cosa. E l'episodio Arena della prima stagione di Star Trek, in cui il capitano Kirk si ritrova a combattere contro il Gorn, un rettile umanoide intelligente, con armi primitive. Insomma, il mostro è l'assoluta star del film: il suo nome, Morween, deriva dai Morlocks, le creature descritte da H.G. Wells nel suo celebre romanzo fantastico La macchina del tempo. Per crearlo la produzione ha ingaggiaato gli sperti dei Ninth Ray Studios, che hanno lavorato al suo sviluppo per dodici settimane. E altrettanto complessa è stata la realizzazione delle scene con la sua presenza: le sequenze con effetti speciali previste erano 450, ma sono salite a 600 nel prodotto finale.

Outlander, però, porta sullo schermo anche un mondo affascinante come quello vichingo: "E' stata una civiltà straordinaria - sottolinea il produttore esecutivo Don Carmody - hanno scoperto il Nord America prima di Colombo, e hanno avuto la loro parte anche nelle Crociate. Erano una sorta di Delta Force del Nono secolo...".

Per il resto, questo week end di inizio luglio, cinematograficamente parlando, offre come new entry tre commedie a stelle e strisce: la sentimentale La rivincita delle ex, con Matthew McConaughey e Jennifer Garner; la giovanilistica Miss Marzo; quella d'azione il Superpoliziotto del supermercato. Per tutte le altre informazioni sui film nelle sale, consultate anche il nostro sito Trovacinema.


(Repubblica.it 3 luglio 2009)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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