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"Outlander":
vichinghi, alieni e un supermostro
Un mostro
cinematografico nuovo di zecca ha appena invaso i nostri
cinema. Si chiama Morween, ed è un lucertolone
gigantesco che sembra una via di mezzo tra Alien e
Predator. Assetato di sangue, approda sulla Terra - in
Norvegia, per essere precisi - nell'anno del Signore
709. E qui semina il panico in un villaggio vichingo, in
un'orgia di battaglie, effetti speciali, sangue. E con
un mix di fantascienza e di horror: abbinati, però, non
a un contesto contemporaneo, ma all'antica e misteriosa
civiltà nordica.
Tutto questo accade in Outlander - L'Ultimo vichingo:
rilettura molto libera della leggenda di Beowulf
(portata sullo schermo due anni fa, in forma tutta
digitalizzata, da Robert Zemeckis), diretta da Howard
McCain, realizzata dagli stessi produttori del
Signore degli anelli, e approdata nelle nostre sale
grazie alla Eagle Pictures. Un popcorn movie dichiarato
ma ambizioso: è costato oltre 50 milioni di dollari,
molti dei quali spesi per lo sviluppo - sia animatronico
che digitale - del mostro.
Il protagonista è un Jim Caviezel (già visto in tanti
film, tra cui La Passione di Cristo, La
sottile linea rossa, Montecristo): qui invece
incarna Kainan, extraterrestre che sbarca nel villaggio
vichingo di Herot, i cui abitanti sono alle prese col
problema della successione al trono. Catturato dai
locali, il nostro eroe scopre presto di aver portato
sulla Terra un "clandestino" a dir poco ingombrante:
Morween, deciso a vendicarsi di lui. Una battaglia che
si complica quando la cattivissima creatura rapisce
Freya (Sophia Myles), la bella figlia di Rothgar (Jack
Huston)... e allora la battaglia diventa davvero una
questione di sopravvivenza. E di eroismo.
Una pellicola che, secondo quanto dichiarato dai
realizzatori, ha numerose fonti di ispirazione: Alien,
Predator, La Cosa. E l'episodio Arena
della prima stagione di Star Trek, in cui il
capitano Kirk si ritrova a combattere contro il Gorn, un
rettile umanoide intelligente, con armi primitive.
Insomma, il mostro è l'assoluta star del film: il suo
nome, Morween, deriva dai Morlocks, le creature
descritte da H.G. Wells nel suo celebre romanzo
fantastico La macchina del tempo. Per crearlo la
produzione ha ingaggiaato gli sperti dei Ninth Ray
Studios, che hanno lavorato al suo sviluppo per dodici
settimane. E altrettanto complessa è stata la
realizzazione delle scene con la sua presenza: le
sequenze con effetti speciali previste erano 450, ma
sono salite a 600 nel prodotto finale.
Outlander, però, porta sullo schermo anche un
mondo affascinante come quello vichingo: "E' stata una
civiltà straordinaria - sottolinea il produttore
esecutivo Don Carmody - hanno scoperto il Nord America
prima di Colombo, e hanno avuto la loro parte anche
nelle Crociate. Erano una sorta di Delta Force del Nono
secolo...".
Per il resto, questo week end di inizio luglio,
cinematograficamente parlando, offre come new entry tre
commedie a stelle e strisce: la sentimentale La
rivincita delle ex, con Matthew McConaughey e
Jennifer Garner; la giovanilistica Miss Marzo;
quella d'azione il Superpoliziotto del supermercato.
Per tutte le altre informazioni sui film nelle sale,
consultate anche il nostro sito
Trovacinema.
(Repubblica.it 3 luglio 2009)
AMCT