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PANE E TULIPANI - Silvio Soldini - 2000 - Italia - 114'

 

La storia di una "botta di vita" di Rosalba che, dimenticata da figli e marito in un autogrill decide di regalarsi un giorno di vacanza a Venezia e finisce per dimenticarsi di loro. Tutto con un tono di stupefacente leggerezza.

 

A guardare bene è un film costruito interamente e molto intelligentemente sul concetto di "doppio".

 

Doppia la vita di Rosalba  tra Pescare e Venezia.

Venezia città Doppia per definizione, reale e specchiata.

Doppia la vita di molti protagonisti del film: l'idraulico che veste panni di investigatore, il cameriere che era un cantante e molte altre cose.

 

Le inquadrature sono piene di specchi e la città reale stessa la vediamo specchiata: Rosalba arriva a piazza San Marco e la guarda mentre la piazza è riflessa dietro di lei nel vetro di un negozio.

Della città il regista inquadra solo  parti che il turista non vedrà mai, quell'altra (doppia) Venezia  fatta di case minute e di minutissime vite.

 

Sul doppio da citare l'omaggio che Soldini fa al cinema in pellicola "contro" il cinema-verità delle telecamere: sul pullman e nella telefona dagli alberghi, le sequenze sono girate in pellicola quando Rosala parla col figlio giovane (simile a lei nel carattere) girata in digitale come fossero le immagini girate dal figlio grande mentre parla il padre.

 

Il doppio della lingua: quella reale di Rosala e quella aulica di Fernando (approfitto per segnalare che Bruno Ganz recita in italiano, ebbene sì)

 

E infine i sogni di Rosala dove i figli, la famiglia vengono a galla mescolati con la nuova vita che lei sta costruendo senza quasi accorgersene.

 

Piacerebbe a Salvatores solo che la fuga di Rosalba non ha nulla di "spettacolare". Rosalba sparisce e Soldini preferisce guardare dentro ai fatti minimi dell'invenzione di una nuova vita, dall'appartamento vecchiotto al negozio da fioraio.

 

Rosalba in definitiva  piace a tutti: agli uomini perchè esprime una sensualità e una femminilità non aggressiva, alle donne perchè corrisponde ad una femminilità reale e non da copertina

 

Indimenticabili:

Felice Andreasi nella parte del fioraio

Il cameo di Don Backy

L'inquadratura della casa contro l'imbrunire che cita "l'impero della luce" custodito proprio a Venezia alla Peggy Guggheneim Collection

 

:)


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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