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PICCOLI LADRI - di Marziyeh Meshkini - con Gol Ghoti, Zahed - 1h 33' -Iran

A Kabul due bambini, fratello e sorella, sono rimasti per strada; il padre talebano è in carcere, la madre in prigione per adulterio perchè accusata dal padre che, sparito per cinque anni e dato per morto, torna e la trova sposata ad un altro uomo. I piccoli passano la giornata raccogliendo legna e stracci da barattare, la sera diventano "prigionieri di notte" e dormono nella cella della madre. Quando cambia il regolamento e il carcere non li accoglie più decidono che l'unico modo per avere un tetto la notte è diventare ladri ed essere arrestati. E vanno al cinema per imparare da un film: ladri di biciclette.

Il film testimonia ancora una volta la terribile situazione della società afgana, dove è possibile che bambini abbiano come riparo per la notte la cella della madre, dove è possibile che nessuno possa occuparsi di loro tanto da convincersi che essere arrestati è l’unico modo per avere un riparo.

 

 

Un’altra storia che parla di un’infanzia che è vittima innocente di una guerra che non la riguarda, che non capisce.

Il film ha una evidente forte matrice neorealista, per il soggetto e per la scelta dei protagonisti – i due bambini sono di Kabul e recitano con i loro nomi. Ha il merito di mettere in evidenza stralci di vita quotidiana insospettabili per l’occidente: è una Kabul raccontata dal punto di vista di bambini che passano il giorno a cercare pezzi di legno, cartone, stracci, qualsiasi cosa possa essere scambiata con un pezzo di focaccia che insaporiscono passandola sul vapore di una pentola dove cuoce qualcosa che non si può comprare. Ma è anche una Kabul rattrappita nella paura dove i talebani si nascondono, le moschee cadono in pezzi e le donne girano (ancora) in burqa, mentre gli uomini si dedicano al loro sport preferito: crudeli e fin troppo lunghi dal punto di vista filmico, combattimenti di cani.

Il mondo occidentale, quando appare, è come se facesse irruzione con nomi e situazioni familiari che, da questo punto di vista, da queste giornate a Kabul, sembrano paradossalmente lontanissime: è il caso della prigione di Guantanamo dove è stato trasferito il padre talebano dei bambini; è il caso di “Ladri di biciclette” che appare dallo schermo di un cinema di Kabul. Ed è bellissima l'ultima battuta della piccola Gol Ghoti che cerca di raggiungere il fratellino finalmente in carcere: al guardiano del che chiede chi bussa, risponde "la sorella del ladro di biciclette"

 

                                                                                                                           

 

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