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De Palma, Loach, Ang Lee, Mikalkov, Clooney, Pitt, Gere, Johansson
La 64esima edizione ha fatto le cose in grande: quasi tutti in gara

Venezia, registi e cast "stellari" per i tre quarti di secolo della Mostra

Tre gli italiani, tutti giovani: Paolo Franchi, Vincenzo Marra e Andrea Porporati
A Bernardo Bertolucci e Tim Burton, riconoscimenti alla carriera
di CLAUDIA MORGOGLIONE

ROMA - Guardando il programma della Mostra di Venezia numero 64 - presentato oggi, in pompa magna, all'hotel Excelsior della capitale - si vede quanto la concorrenza faccia bene. Anche al cinema. Perché il programma della kermesse della Laguna, che si svolgerà dal 29 agosto all'8 settembre, mette in campo una squadra di grandi autori quasi eccessiva, per quantità e qualità: da Woody Allen a Brian De Palma, da Kenneth Branagh a Paul Haggis, da Ang Lee a Takeshi Kitano, da Peter Greenaway a Todd Haynes, da Eric Rohmer a Claude Chabrol, da Wes Anderson a Nikita Mikhalkov. Per non parlare delle star, sparse nei vari film; fra i tanti George Clooney, Brad Pitt, Jude Law, Cate Blanchett, Richard Gere, Keira Knightley, Charlize Theron, Susan Sarandon, Scarlett Johansson. Una bella sfida, lanciata alle concorrenti Festa di Roma e Festival di Torino.

Italiani / 1. Un'abbondanza e uno sfarzo che si smorzano un po', quando dal resto del mondo ci spostiamo qui in Italia: le pellicole nostrane in concorso sono tre, e dunque parecchie; ma senza grandi maestri. Il primo nome, ampiamente annunciato, è quello di Vincenzo Marra, autore peraltro molto amato dai cinefili, che alla Mostra porta il suo "L'ora di punta", impreziosito dalla presenza della diva Fanny Ardant nel ruolo di protagonista. Accanto a lui, a contendersi il Leone d'oro, due autori meno conosciuti, su cui il direttore della manifestazione, Marco Mueller, ha deciso di puntare: Paolo Franchi con "Nessuna qualità agli eroi", con l'attore più richiesto del momento, Elio Germano; e Andrea Porporati con "Il dolce e l'amaro", con un cast solido che annovera Fabrizio Gifuni, Luigi Lo Cascio e Donatella Finocchiaro. Forse, su questo versante, la Festa di Roma ha portato via energie.

Italiani / 2. Nella seconda sezione della Mostra, chiamata Orizzonti, troviamo altri tre film made in Italy: uno di finzione - "Médéè Miracle", di Tonino De Bernardi - e due documentari, "Madri" di Barbara Cupisti e "Il passaggio della linea" di Pietro Marcello. Ma se consideriamo anche cortometraggi, omaggi vari e retrospettive, il numero complessivo di titoli di casa nostra sale a 52. Non va dimenticato, poi, il Leone d'oro del Settantacinquesimo anniversario, che la Biennale ha deciso di assegnare a Bernardo Bertolucci (il Leone alla carriera, invece, andrà a Tim Burton).

Grandi autori. La lista, quest'anno, è davvero impressionante. A partire dal concorso: a contendersi il Leone d'oro sono, tra gli altri, uno dei più interessanti registi americani, Wes Anderson, con "The Darjieeling Limited"; un nome amatissimo dal pubblico come Kenneth Branagh, con "Sleuth"; il maestro egiziano Youssef Chaine, con "Le chaos"; Brian De Palma, che in "Redacted" esplora gli orrori del conflitto iracheno; l'eccentrico Peter Greenaway, che torna con "Nightwatching"; Paul Haggis, già premio Oscar per "Crash", con "In the Valley of Elah"; un altro americano fuori dagli schemi, Todd Haynes, con "I'm non there"; il Leone d'oro Ang Lee (per "Brokeback Mountain"), con "It's a free world..."; due veterani europei di quelli che i Festival adorano, Nikita Mikhalkov (con "12") ed Eric Rohmer (con "Les Amours d'Astrée et Céladon"). Fuori concorso, invece, l'ultimo Woody Allen ("Cassandra's dream"); e poi Claude Chabrol, l'icona Takeshi Kitano, il grande vecchio Manoel De Oliveira, il maestro horror Jaume Balaguerò...

Grandi attori. Anche qui, l'elenco è lungo. Impossibile non citare George Clooney (protagonista, con Tilda Swinton, di "Micheal Clayton" di Tony Gilroy); Brad Pitt, che rivisita il mito di Jesse James diretto da Andrew Dominik; Jude Law, che con Michel Caine recita in "Sleuth" di Branagh; Tommy Lee Jones, Charlize Theron e Susan Sarandon, terzetto d'eccezione nel film di Haggis; Richard Gere, Cate Blanchett e Heath Ledger, nella pellicola di Todd Haynes; Quentin Tarantino, che oltre a curare la retrospettiva sui western all'italiana, è anche attore nel giapponese "Sukiyaki Western Django"; Colin Farrell e Ewan McGregor per Woody Allen; Scarlett Johansson in "The Nanny Diaries" di Shari Springer Berman e Robert Pulcini.

Giuria principale. In questa folla di grandi attori e grandi interpreti, non sarà facile il compito della giuria principale, quella chiamata ad assegnare il Leone d'oro. Un gruppo fatto tutto di registi, altrettanto grandi: il presidente, Zhang Yimou, e poi Catherine Breillat, Jane Campion, Alejandro Gonzalez Inarritu, Paul Verhoeven e i nostri Ferzan Ozpetek ed Emanuele Crialese. Appuntamento, per il verdetto, all'8 settembre.

(Repubblica 26 luglio 2007)
 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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