Il bianco e nero restituisce una forte valenza espressionistica: il contrasto dei chiari e scuri, delle luci e delle ombre sottolinea da una parte la violenza insidiosa e dall'altra la duplicità dei personaggi, soprattutto quella di Norman che, non a caso, viene inquadrato spesso con il viso per metà in ombra e per metà in luce.

Cosa curiosa, parlando di contenuti del film, Troufaut sostiene che o spettatore finisce per identificarsi anche con  i colpevoli: si spera che Marion non lasci troppe tracce del suo furto, si spera che Norman non riesca a cancellare tutte le tracce dell'omicidio, si spera che alla fine sia costretto a confessare per conoscere il suo segreto

E' a François Truffaut per la celebre inervista, che Hitchcock ha detto: "In Psyco del soggetto mi importa poco, dei personaggi anche: quello che mi importa è che il montaggio dei pezzi del film, la fotografia, la colonna sonora e tutto ciò che è puramente tecnico possano far urlare il pubblico. Credo sia una grande soddisfazione per noi utilizzare l'arte cinematografica per creare una emozione di massa. E con Psyco ci siamo riusciti. Non è un messaggio che ha incuriosito il pubblico. Non è una grande interpretazione che lo ha sconvolto. Non è un romanzo che ha molto apprezzato che l'ha avvinto. Quello che ha commosso il pubblico è stato il film puro".

Janet Leigh non ha nulla a che edere con Vivian Leigh (Rossella O'Hara); si chiamava in realtà Jeannet Helen Morrison. Per questo film ha avuto la sua unica nomination all'Oscar e il Golden Globe.
Scommetto che quasi nessuno ricorda (o sa) che è la madre di Jamie Lee Curtis: Janet aveva sposato Tony Curtis nel 1951.

E per finire:
- Al posto di Vera Miles,per il ruolo di Lila Crane,fu inizialmente scelta Kim Stanley,che rifiutò per problemi personali con Anthony Perkins
- Questo è il primo film in cui vengono messe le mani in un gabinetto

fiore di cactus :)