film

QUALUNQUEMENTE
di Giulio Manfredonia.
con Antonio Albanese, Sergio Rubini
Italia - 2011 - 96'
Cetto La Qualunque ritorna in Calabria dal Brasile dopo 4 anni di latitanza, evidentemente per accuse andate in prescrizione e dal fatto che Cetto sia un imprenditore che costruisce pacchiani villaggi turisti in aree archeologiche, si può immaginare di cosa sia stato accusato: bacarotta, falso, evasione fiscale, corruzione...
Ma nel paese si aggira uno spettro: la legalità, nella persona di certo De Santis che si è candidato a sindaco.
Cetto si fa convincere dagli amici del circolo della caccia a candidarsi contro de Santis e adotta tutti i mezzi per vincere.
Quello che abbiamo visto nel trailer è nulla rispetto all'immagine complessiva di Cetto perchè dal trailer sembrerebbe un film in cui si parla dell'importanza "du pilu", delle belle ragazze.
E invece c'è tanto altro, tutto con l'occhio della satira corrosiva.
C'è la casa pacchiana in stile mresco-rustico-hollyvoodiano arredata con (finti) busti romani e buddha laminanti in oro, finti divani ottocenteschi.
Nato dagli sketch di Albanese, il film sarebbe potuto diventare la modesta sommatoria di scenette come abbiamo visto altre volte e per autori altrettanto bravi. Invece Manfredonia (il regista di "Si può fare") rispetta tutte le regole per fare un buon film: sceneggiatura, evoluzione della sotria, studio dei personaggi...
Albanese è perfetto, perfetto Sergio Rubini nella parte del personal trainer bari-milanese, che fa tai-chi all'alba sul terrazzo di fronte al mare guardando sorgere il sole e che quando si arrabbia di colpo passa dal pacato accento lombard-berlusconiano ad un incomprensibile strettissimo barese eloquente nei toni.
Perfette scenografie e costumi, tutti pacchiani.
Perfetta la fotografia quasi satura che evidenzia i colori pacchiani.
Perfetti tuti i personaggi a latere di Cetto, tragicamente veri e chi conosce quei posti non può che rendersene conto.
Si ride, il film pieno di buone battute come quella di Cetto al figlio adolescente "si comincia col mettere il casco, si finisce per diventare ricchioni"; si ride ma non è un film comico, caso mai è un film violento.
Mi dicono che a Reggio Calabria qualcuno non ha gradito il film. Non avevo dubbio.
fiore di cactus :)
AMCT