film

QUELLO CHE SO SULL'AMORE

di Gabriele Muccino

con Gerard Butler, Jessica Biel, Dennis Quaid, Catherine Zeta-Jones, Uma Thurman

USA - 2013 - 100'

 

George è stato un grande campione del calcio inglese, poi ha avuto un incidente in campo e ha dovuto abbandonare. Aveva però fatto in tempo, nel periodo fulgido, di sposare una ragazza americana e di avere un figlio.

Non sappiamo come e perchè li abbia lasciati, forse nel calderone depressivo ma, fatto sta, che il bambino adesso ha nove anni e lui si trasferisce in USA e riappare nella loro vita. Ovviamente il ragazzino gioca a calcio, sport che in Nord america non è che abbia tutta questa popolarità. E George, al primo allenamento dei bambini, si fa notare da tutti, bambini e madri perchè George è bello, o cavolo se è bello....

 

E così le bellissime madri se lo contendono tutte. E sono bellissime del calibro di Uma Turman e Catherine Zeta-Jones ma lui niente, vuole tornare con la moglie che nel frattempo sta per sposare un altro e sembrerebbe essere felice.

 

Una commedia?

Macchè. Una cosa ibrida, a volte brillante, a volte strappacore.

Non è tanto il trito e ritrito plot dell'ìex campione padre scellerato che deve riconquistare il figlio e la fiducia in se stesso,  quanto il fatto che ci sono evidenti e fastidiose lacune nello sviluppo dei personaggi e, quindi, della sceneggiatura. Insomma commedia e dramma non si mescolano affatto e il film passa senza sfumature dai toni dell'una all'altro.

 

E quindi la domanda che si pone è: che è successo stavolta a Gabriele Mucciano?

Dall'america dove aveva fatto due film belli che ci avevano stupiti (La ricerca della felicità e Seven pounds), visto che il secondo non era piaciuto al pubblico USA, era tornato in Italia per fare ... uahuahuah... pensa un po'! ... il sequel dell'ultimo bacio, imbarazzante film con la canzone tormentone di Jovanotti Baciami ancora che aveva dato anche il titolo al film (come succedeva coi musicarelli.... già, Muccino in folndo ha studiato al Centro Sperimentale).

E pochi mesi fa che fa? Torna in USA e gira un uovo film americano, stavolta con due stelle di prima grandezza nella parte di due bellissime 'che uno pensa di avere sbagliato a leggere i titoli.

e ne viene fuori questo pasticcio.

A me viene da pensare che il cinema americano abbia detto al nostro Muccino "però stavolta facciamo anche ridere" e lui ci ha provato.

Non c'è riuscito. O almeno, non è riuscito a passare con garbo, con armonia, da un registro all'altro. d'altra parte Muccino non è born in USA, non riesce o non vuole fare solo una commedia brillante sul genere di She at me; vuole rifarsi a quel cinema italiano ce lavora coi bambini, come hanno fatto gli autori del neorealismo prima e della commedia all'italiana poi, ma gli manca da una parte lo sguardo dei neorealisti (e perchè dovrebbe? è giovane...) dall'altra parte gli manca l'ironia graffiante di Monicelli, Risi...

Forse è proprio a questi autori che ancora, giustamente, pensano il produttori USA e guardano a Muccino come ad un erede ma...

Unica nota positiva del film è che stavolta non isterizzato la recitazione: niente battute fuori scena urlate e poi sussurrate per pompare "l'energia" (che sciocchezza... e chissà quanto ha dovuto faticare il giovane Silvio Muccino per scrollarsi di dosso il metodo)

 

La seconda domanda è: e adesso che farà Gabriele Muccino?

 

fiore di cactus :)

 

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