soggettive

Rai Educational: ragioniamo sul palinsesto

La mattina mi succede questo: mi sveglio, accendo la TV (se non è già rimasta accesa tutta la notte - male, lo so, ma non c'è il timer) guardo un TG1 e poi, prima dell'insopportabile sigla dell'insopportabile UnoMattina (argomenti preferiti: il cibo, la dieta, il cancro) veloce veloce passo "sul terzo" dove a quell'ora c'è RAI Educational l- la storia siamo noi. E ogni mattina è un piacere vero che mi accompagna dalla doccia alla colazione all'accensione del computer per cominciare a lavorare.

ed è un piacere tanto più grande perchè ogni mattina è una sorpresa: non c'è modo infatti di ricostruire un percorso tematico qualunque tanto da potersi aspettare qualcosa di preciso.

E le trasmissioni sono tutte una scoperta, un imparare qualcosa. E chi scrive è persona che di sicuro, anche per il mestiere che fa, non è di certo digiuna di storia.

Eppure anche sulle cose che mediamente conosco di più o per averle studiate, o per la cinematografia che ne ha parlato, o per averci addirittura lavorato (per esempio la resistenza a Roma), o per aver partecipato (la politica negli anni '70), anche su quelle ci sono talmente tanti inediti da restare più o meno attaccati allo schermo.

Stamattina per esempio, si parlava dell'Italsider di bagnoli e della sua dismissione, anno 1983. L'altro ieri ma anche tanto tempo fa. Poichè ero già grande, me lo ricordo ma non così, come se in quel periodo ci fossero impegni che mi impedivano di leggere con attenzione i giornali... Ah già... c'era il lavoro nuovo, il matrimonio appena celebrato, la casa da mettere in piedi...

Insomma una scoperta vera.

Ma stamattina come tutte le mattine la domanda e, francamente, l'incazzartura è sempre la stessa: per quale misterioso motivo una trasmissione così importante va in onda in questo orario a dir poco stravagante?

L'utenza dovrebbe essere la più vasta che immaginiamo ma l'utenza privilegiata dovrebbero essere i ragazzi perchè imparino, come abbiamo fatto noi, dalla Storia. Un pizzico di buona fede mi fa pensare che forse la messa in onda in quella fascia oraria può privilegiare la visione nelle scuole ma poi mi ricordo di quella primavera in cui lavoravo nelle scuole superiori per i crediti formativi e di TV in classe non ne ho vista nemmeno una, mai.

Dedichiamo quindi La storia siamo noi a chi lo sa già, cioè gli anziani che vivono con la TV accesa e a quella fascia di intellettuali della terza e quarta età che si mettono "sul terzo"; e a tutte le badanti, colf, collaboratrici, pulitirici rumene, ucraine, peruviane, filippine che effettivamente traggono un gran vantaggio dal conoscere la Storia del paese dove vivono quando le puntate parlano dell'Italia, un programma per l'integrazione! E mi auguro che si noti la "lieve" ironia.

Se per buon carattere non mi venisse da ridere, sarebbe anche per me semplicemente scandaloso.

Certo ci sono le repliche. A parte qualche numero speciale 8la morte di Calipari, forse il caso Moro), come per altri programmi di una qualche validità immagino siano collocate nel cuore profondo della notte ma tanto profondo che nonostante io lavori fino a tardi tardi, non le ho mai viste.

Resta il digitale terrestre che ancora non ho esplorato e poi c'è il satellitare che non possiedo ma mi impegno a studiarne i palinsesti.
 

fiore di cactus :)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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