film

 

RAPUNZEL

di Nathan Greno, Byron Howard

USA - 2010 - 94'

Festa grande: questo è oil 50° classico Disney che, evidentemente, per l'occasione torna a ispirarsi a principesse delle fiabe europee come era stato per Biancaneve, Cenerentola, La bella addormentata, ecc.

...Ci si chiede quando si deciderà la Disney a fare finalmente Cappuccetto Rosso...

 

Mi piace che un cartoon sia il primo film di cui parlo nel primo giorno di questo appena cominciato 2011.

E per l'occasione farò anche una cosa che di solito non faccio, lasciandola ai critici che per altro, non "facendo" il cinema ma parlandone solo, lo affrontano da un approccio "umanistico": la storia, i personaggi, la narrazione, le origini...

 

Ma le origini di Rapunzel sono troppo belle e io oggi mi voglio perdere anche nel mondo delle fiabe.

E allora via.

Rapunzel è una trascrizione moderna (e poi vediamo perchè e come) della omonima favola dei fratelli Grimm, gli stessi di Biancaneve, del Brutto anatroccolo ecc; in italiano la fiaba fu tradotta in Raperonzolo. Una coppia di contadini vive a ridosso del giardino di una maga. Alla donna che aspetta un figlio, viene voglia di raperonzolo, il marito scavalca il muro del giardino, la maga lo scopre e lo lascia libero in cambio della bambina una volta nata. Quando la bambina compie 12 anni, la perfida maga la rinchiude in una torre in mezzo al bosco a cui accede arrampicandosi sulla lunga treccia bionda di Raperonzolo.

Raperonzolo sola soletta, canta spesso e un giorno un principe sente il canto, scopre come fa la maga a salire, imita la voce e raggiunge la ragazza. I due si innamorano e progettano la fuga ma la maga li scopre, lui cade dalla torre e si acceca con i rovi, Raperonzolo con i capelli tagliati viene abbandonata nel deserto. Ma un giorno, girovagando cieco, il principe nel deserto sente il canto, i due si ritrovano, lei piange e le sue lacrime sugli occhi del principe gli ridanno la vista. E vissero felici e contenti.

 

Pare che i Grimm si fossero ispirati a Lu cunto de li cunti (Giambattista Basile - 1634) dove c'è Petrosinella (una donna incinta ha voglia di prezzemolo, la strega si prende la bambina che chiude in una torre dove riesce ad entrare un principe.)

E a sua volta Basile non poteva non conoscere il mito di Danae (Acrisio apprende dall'oracolo che sarà ucciso dal figlio di sua figlia; e poichè Danae è ancora ragazza, la fa chiudere in una caverna. Ma Giove la raggiunge sotto forma di pioggia e dall'amore nasce Perseo, quello che ucciderà Medusa, e che finirà per colpire accidentalmente col giavellotto il nonno durante i giochi atletici)

 

Nel 1956 Italo Calvino pubblica Fiabe Italiane dove c'è Prezzemolina, trascrizione della Petrosinella di Basile.

 

Quante storie, che bello!

Ma veniamo a Rapunzel: dicevamo versione moderna.

Occupandoci ancora di contenuti, ci sono tre cose differenti dalla fiaba dei Grimm; il giovane, che è l'io narrante del film, non è un principe ma un giovane ladro nello stile di Aladin, un adorabile irresistibile mascalzone.

E la principessa è Rapunzel.

E infine la maga si tiene stretta Rapunzel perché cantando una certa canzoncina, i capelli di Rapunzel risplendono e lei torna giovane. Motivo per cui i capelli di Rapunzel sono lunghissimi.

Basile e i Grimm, infatti, non avevano mai spiegato perchè una maga debba crescere una bambina. In epoca moderna qualcuno, anche lo stesso Calvino, aveva avanzato l'ipotesi del simbolo delle madri iperprotettive.

 

Ed ecco finalmente il "cinema": questi capelli sono improponibilmente lunghi cosa che da agli animatori infinite, esilaranti possibilità di situazioni.

Inutile dire che la fluidità dell'animazione 3D è sempre più raffinata anche se il disegno dei personaggi è ancora "pupazzato", da cartOOn perchè di cartOOn si tratta.

Ma io mi aspetto tra non molto di vedere un nuovo film con Marilyn e Humprey.

 

Bellissima la fotografia, cioè i tagli di luce e la scelta di toni con cui vengono illuminate le inquadrature specialmente quelle buie all'interno della torre.

 

Belle come sempre le canzoni che fanno di Rapunzel, come del resto gli altri classici Disney, piccoli musical. A questo proposito voglio svelare un trucco, anzi una delle necessarie modalità di ritmo per fare di un film un buon film: la nostra attenzione cade dopo 15/20 minuti (e in questo non siamo diversi dai bambini), motivo per cui i cartOOn televisivi per bambini durano giusto quel tempo lì o anche meno. Nella sceneggiatura di un film occorre prevedere colpi di scena, piccoli accadimenti che ridestino l'attenzione. Nei carOOn Disney spesso le canzoni assolvono questo compito. Si chiama climax.

Et voilà.

 

fiore di cactus :)

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