
dai giornali
E'
genovese l'autore degli storyboard di "Ratatouille", il
cartoon con cinque nomination. "Un eroe che è riuscito a
realizzare il suo sogno impossibile, un po' come me"
Remy, il topolino da Oscar e la favola di Enrico Casarosa
"NEGLI studios
Pixar-Disney si dice che non si lavora per la statuetta. Ma
non è del tutto vero...". Inutile fare i modesti di fronte a
cinque nomination all'Oscar, quelle ricevute da
Ratatouille, il lungometraggio animato che ha sbancato i
botteghini di mezzo mondo fin dalla sua uscita negli Stati
Uniti, lo scorso giugno. Un successo (ha incassato oltre 600
milioni di dollari) che l'Academy non poteva ignorare: ed
ecco che la storia di Remy, topo di campagna con l'animo del
gourmet che riesce a diventare chef a Parigi, si è ritrovata
candidata all'Oscar come miglior film d'animazione
(categoria per la quale ha già vinto un Golden Globe), per
la colonna sonora, l'editing sonoro, il mixing audio, la
sceneggiatura originale.
Un successo dovuto anche a un talento italiano: il creatore
dello storyboard si chiama Enrico Casarosa, ha 37 anni ed è
nato a Genova. Cresciuto a manga, ha studiato all'Istituto
europeo di Design di Milano, a New York, dopo alcune
esperienze in diversi studios è stato chiamato a San
Francisco dalla Pixar proprio per dare a Ratatouille
un tocco "europeo". Ed è tornato in Italia per l'uscita del
film in dvd e Blu-Ray (dal 13 febbraio). Nel dvd (oltre ai
contenuti speciali), una sorpresa: Il tuo amico topo,
cortometraggio inedito in 2D in cui Remy e suo fratello
Emile raccontano la storia della loro specie, nella speranza
che topi e uomini possano convivere in armonia. Nella
versione Blu-Ray invece ci sono ricette vere - come la
mitica ratatouille - e improbabili, come l'insalata di
piranha o le formiche à la mode.
Casarosa, cominciamo dalla fine: come si è sentito di
fronte a cinque nomination?
"Siamo stati tutti contenti, soprattutto di quella per la
sceneggiatura, la più significativa per qualsiasi film, non
solo per i cartoon. L'idea ci è venuta pensando a un pesce
fuor d'acqua più fuor d'acqua possibile, come un topo chef:
la cucina è l'ultimo posto in cui vorresti incontrare un
topo, ed è anche un sogno impossibile per qualsiasi
animale".
Come avete fatto a rendere simpatico un animale detestato
da molti?
"Come prima cosa, abbiamo cercato 'tecnicamente' di renderlo
carino, valorizzando alcuni elementi come gli occhi, lo
sguardo, il naso. Anche il colore: un bel viola, invece che
un grigio, può fare la differenza".
Settantaduemila disegni, circa cento board al giorno:
come fate a produrre a questo ritmo?
"Lo storyboard realizzato con carta e matita, per intenderci
quello inventato da Disney nel 1930 per Biancaneve,
non si usa quasi più. Si disegna al pc, direttamente sullo
schermo, con la penna elettrica. Quel che conta è la
velocità dell'esecuzione e la collaborazione con il regista,
che dev'essere aperto alle nostre idee. Una su venti, di
quelle che propongo, passa. Ed è un gran piacere".
E qualche volta nascondete nei disegni piccoli dettagli,
diciamo così, "personali"...
"E' vero. In Ratatouille, oltre a personaggi di film
precedenti, come Toy Story e Gli incredibili,
c'è anche una bottiglia di vino con l'etichetta a mio nome".
Prossimo personaggio?
"Un vecchietto settantenne protagonista di una storia
avventurosa alla Indiana Jones. Sarà il protagonista del
film Up, in uscita nel 2009".
Quindi ha già dimenticato Remy.
"Assolutamente no. E' rimasto dentro di
me. E' un eroe inusuale che non teme di cercare un sogno
impossibile. Un po' come un genovese che voleva fare
l'animatore oltreoceano...".
(Alessandra Vitale - la Repubblica 2
febbraio 2008)
