dai giornali
Tax
credit: produttori cinematografici in rivolta
Boicottaggio di tutti i festival nazionali: nessun film italiano sarà
presente a Venezia, Roma, Torino. È quanto hanno stabilito le associazioni
industriali del cinema Anica, Agis e Api ,riunite mercoledì a Roma,
invitando tutto il mondo dell'industria culturale a unirsi a questa forte
protesta contro l'abolizione del Tax credit.
«Deve essere chiaro a tutti che il Governo, venendo meno a impegni precisi,
ha deciso di infliggere un colpo mortale al cinema italiano nel momento in
cui dimostra appieno, anche a livello internazionale, la sua vitalità
artistica e industriale. Ulteriori azioni saranno decise al più presto» dice
un loro comunicato congiunto.
«Le rappresentanze dell'industria cinematografica italiana, Anica, Api, Agis
- continua il comunicato - sono unite nel manifestare lo sgomento per
l'eliminazione delle misure di incentivo fiscale per il cinema decisa dal
Governo, in incomprensibile contraddizione con la dichiarata volontà di
abbandonare le politiche assistenzialistiche del passato per dar vita a un
circolo virtuoso di nuovi investimenti, nuova occupazione, nuovi film».
«Nonostante le più ampie rassicurazioni al riguardo fornite dal Ministro
Bondi, anche a nome del Governo, viene quindi abrogata una legge decisiva
per il futuro del nostro cinema. È incredibile che tale abrogazione passi
attraverso il divieto di presentazione di emendamenti di parlamentari della
maggioranza stessa che, tra l'altro, avevano individuato con precisione
l'adeguata copertura finanziaria. Tutto il cinema italiano è mobilitato
contro questo atto devastante». Conclude la nota congiunta.
«La questione di fiducia posta ieri dal Governo, non consentirà la
discussione ed il recepimento di tutte quelle proposte che avrebbero potuto
migliorare il testo presentato in aula». È quanto afferma Giovanna Melandri,
ministro-ombra della Comunicazione del Pd. «Ciò nonostante auspico che il
Governo non voglia, nei fatti, mortificare il Cinema italiano, un importante
settore per la vita culturale ed economica del Paese. Il Tax credit è uno
strumento moderno ed efficace per sostenere questo comparto che merita tutto
il sostegno dello Stato. L`esecutivo, pertanto - conclude Melandri -,
mantenga fede agli impegni presi».
«Non approvare l'emendamento sul Tax credit è un danno per il cinema
italiano: significa danneggiare l'immagine stessa dell'Italia, perché il
cinema ne rappresenta una industria chiave». Ad affermarlo è Luca
Barbareschi, deputato Pdl. «C'è il rischio che con il maxi emendamento della
Finanziaria, tutta la fatica fatta in questi anni per ridare ossigeno al
cinema italiano venga vanificata - aggiunge il parlamentare - In un momento
in cui il cinema italiano torna ad essere protagonista sulla scena
internazionale boicottarlo significa dargli l'ennesimo colpo di grazia e
renderlo ininfluenza sui mercati mondiali».
l'Unità - 25 giugno 2008
AMCT